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Esteri

NUCLEARE/ Perché Obama sceglie l'Iran e "dimentica" i palestinesi?

Barack Obama (Infophoto)Barack Obama (Infophoto)

Obama ha scelto di cambiare strada e di chiudere i due mandati a Washington con questo accordo con Teheran. La Russia, che ha protestato spesso in maniera vibrante rispetto alla presunta "arroganza" americana verso il dossier nucleare iraniano, ha infine deciso di sedersi al tavolo e di benedire l'accordo, ben capendo che questo sarebbe stato ineluttabile viste le condizioni di emergenza geopolitica in cui versa il Medio Oriente. La Cina, che non ama i game changers in politica internazionale — e questo accordo lo è — ha espresso la propria contrarietà ma non ha voluto impedire i passi in avanti degli ultimi mesi. 

Insomma: gli Stati Uniti hanno deciso che dopo quasi un secolo di sicurezza energetica e politica delegata alla relazione speciale con l'Arabia Saudita in Medio Oriente, adesso è arrivato il turno di riportare in campo l'Iran. Già oggi Teheran è impegnata a contrastare con i suoi stivali sul terreno l'avanzata dell'Isis tra Siria e Iraq e a contenere la minaccia che gli Shabaab somali portano anche attraverso le scorribande dei "pirati". 

La scomposizione del Medio Oriente è iniziata. Per capire come si ricomporrà in futuro bisognerà sempre di più guardare a ciò che accade a Teheran.

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