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DIETRO I MIGRANTI/ Micalessin: così il governo di Tripoli favorisce e lucra sugli sbarchi

Pubblicazione:lunedì 20 aprile 2015

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A controllare il traffico di esseri umani ai confini con l’Africa Sub-sahariana sono milizie islamiste alleate con Fajr Libia. Queste milizie gestiscono l’arrivo di migliaia di migranti verso le coste del Nord. La stessa città Zuara, alleata con la coalizione di Tripoli, è il punto da cui parte la maggioranza delle carrette del mare e di conseguenza chi la controlla beneficia di questo enorme flusso di denaro che arriva grazie a questi traffici.

 

Il blocco navale è la soluzione per fermare gli sbarchi?

Il blocco navale può risolvere il problema solo se è effettuato al limite delle acque territoriali libiche e se, invece di trasformarsi in un’operazione di salvataggio, riesce a respingere questi barconi e contrasta effettivamente le attività dei trafficanti di uomini. Ciò equivale ad arrestarli, andarli a prendere, combatterli militarmente. Insomma si tratta di mettere in piedi un’operazione militare che non sia finalizzata esclusivamente al salvataggio in mare ma sia in grado di contrastare le azioni di chi sfrutta il traffico di esseri umani.

 

Un blocco navale comporterebbe un confronto militare con Fajr Libia?

Per fortuna Fajr Libia non è dotata di una flotta navale, e ben difficilmente potrebbe contrastare un blocco. Anche se è chiaro che bisogna essere pronti ad affrontare le eventuali minacce poste da chi garantisce la sopravvivenza di questo traffico di umani. Non siamo di fronte a un governo legale, perché l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale è quello di Tobruk e Fajr Libia è salita al potere con la guerra civile. Bisogna quindi avere la forza di aprire gli occhi, guardare in faccia la realtà e capire che se non metteremo fine alla presenza di un governo illegittimo che sostiene le organizzazioni illegali e il traffico di uomini, non risolveremo mai questo problema.

 

Chi dovrebbe guidare il blocco navale, l’Italia o l’Ue?

Il blocco navale sarebbe un’operazione militare complessa che deve essere concordata a livello dell’Ue e della Nato.

 

Ma funzionerebbe?

Il traffico di uomini è anche alimentato dalla consapevolezza che questi arriveranno a destinazione. Non a caso il numero dei migranti è aumentato vertiginosamente quando è entrata in funzione l’operazione Mare Nostrum, messa in campo dal governo italiano tra l’ottobre 2013 e il novembre 2014.

 

E quindi?

Ciò che bisogna mettere in discussione è proprio la convinzione che l’attraversamento del Mediterraneo sia una certezza, data dalle operazioni di salvataggio. E’ questa la calamita che attira decine di migliaia di disgraziati e li mette nelle mani dei trafficanti di uomini. E’ chiaro che se ci sono delle persone in mare vanno salvate, ma prima di tutto bisogna impedire che le imbarcazioni partano dalle coste libiche. Bisogna quindi colpire sul territorio le organizzazioni dei trafficanti di uomini.

 

(Pietro Vernizzi)



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