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DIETRO I MIGRANTI/ Micalessin: così il governo di Tripoli favorisce e lucra sugli sbarchi

Per GIAN MICALESSIN, per fermare il flusso di immigrati bisogna contrastare il governo illegittimo di Fajr Libia e attuare il blocco navale con un’operazione militare lungo le coste libiche

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Dopo il naufragio di 700 migranti avvenuto nella notte tra sabato e domenica a 60 miglia a Nord della Libia, gli sbarchi continuano ad arrivare senza sosta. A Messina sono giunti 454 profughi a bordo della nave militare Driade e alcuni di loro sono affetti da scabbia e malaria. Ieri sera a Vibo Valentia è arrivata invece da Trapani una nave con 150 extracomunitari. Una situazione d’emergenza, al punto che il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, ha aperto all’ipotesi del blocco navale proposto inizialmente dalla Lega nord. “Tutti sanno lo sforzo immane che il governo italiano sta sostenendo di fronte a questa tragedia umana senza fine – sono le parole di Gioacchino Alfano –. Bisogna spingere per ottimizzare la prevenzione, bisogna continuare a fare esattamente tutto quello che stiamo facendo ma cercando di andare alla radice di questo fenomeno, evitando che questa gente scappi dai luoghi d’origine”. Abbiamo chiesto un commento a Gian Micalessin, inviato esteri e di guerra de Il Giornale.

Che cosa c’è dietro il drastico incremento degli sbarchi dei migranti?

Decine di migliaia di immigrati che durante l’inverno erano rimasti stivati nei punti di raccolta in Libia, con la bella stagione sono stati messi sulle carrette del mare. La grande ipocrisia che tutti ci nascondiamo è che la vera causa di questa tragedia è la caduta dell’intera fascia costiera della Libia nelle mani di una coalizione islamista che ha tutto l’interesse a sfruttare la tratta di umani e a incassare valuta grazie all’esodo di questi disgraziati.

In che modo gli immigrati transitano dal Sahara al Mediterraneo?

La coalizione di Tripoli collabora apertamente con le milizie islamiste e qaediste che fanno transitare questa massa di condannati dal confini dell’Africa sub-sahariana fino alle coste della Libia. A quel punto i trafficanti portano a termine l’ultima parte dell’operazione. Tutto ciò genera un movimento di denaro che entra nelle casse delle milizie islamiste, in guerra contro il legittimo governo di Tobruk che ad agosto è stato costretto ad abbandonare Tripoli. Fajr Libia racconta di non avere soldi per fermare il traffico di esseri umani, mentre nella realtà lo agevola apertamente.

La coalizione Fajr Libia è la stessa che controlla Misurata?

No, si tratta di due entità diverse anche se sono state alleate. A Tripoli governa una coalizione islamista, mentre quelle di Misurata non sono delle vere e proprie milizie islamiste e di recente hanno preso le distanze da Fajr Libia. Sia come esponenti politici sia come gruppi armati, Fajr Libia è molto legato ai Fratelli musulmani e ai gruppi qaedisti che hanno combattuto contro Gheddafi.

E’ un unico gruppo a controllare il traffico di migranti?