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SOS SBARCHI/ Frattini: Triton 2, così la Ue inganna l'Italia

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Un intervento mirato di polizia internazionale sul territorio libico andrebbe in primo luogo concordato con il governo di Tobruk. Perché si possa passare alla fase operativa sono però indispensabili due elementi che finora mancano: il mandato dell’Onu e una presa di posizione favorevole della Lega araba. Se manca l’ok della Lega araba, non possiamo fare un intervento come degli invasori occidentali. In ogni caso ritengo che non sia questa la strada che vada privilegiata.

 

Secondo lei quindi che cosa dovrebbe fare l’Italia?

Rafforzare il rapporto con il governo libico di Tobruk, riconosciuto come legittimo dalla comunità internazionale. L’obiettivo è l’installazione di alcuni campi di assistenza per gli aspiranti rifugiati sotto il controllo delle Nazioni Unite. E’ una proposta che avevo lanciato nel lontano 2006 davanti al Parlamento Ue, e mi fu detto che volevo creare i campi di concentramento in Libia. Oggi ci siamo accorti che non avere istituito i campi di assistenza espone gli immigrati a percosse, bastonature, torture e uccisioni.

 

Che cosa ne pensa del rifiuto di molti Paesi di distribuire le quote di immigrati tra tutti i membri della Ue?

Ad avermi colpito è soprattutto un altro aspetto. Durante il vertice è stato sollevato il sospetto che l’Italia non identifichi e non prenda le impronte digitali a una parte di coloro che arrivano sulle coste siciliane. Il punto è che senza impronte e identificazione non si può definire quale sia il Paese di prima destinazione del migrante...

 

Da dove nascono questi sospetti sull’operato dell’Italia?

Di fronte ad afflussi così massicci, all’Italia è forse sfuggita l’identificazione di qualche centinaio di extracomunitari. Giovedì si è quindi deciso che l’Ue manderà in Italia una squadra europea per l’identificazione con strumenti fotografici di tutti coloro che si trovano nei campi profughi sul nostro territorio. Di fronte al rischio che l’Italia scoppi, Bruxelles è capace soltanto di mandare un team straniero.

 

Come valuta questa scelta?

E’ un fatto gravissimo perché significa che l’Italia è messa sotto tutela in quanto l’Ue non si fida del nostro lavoro di identificazione dei migranti. E’ giusto rispettare la norma europea, anche se non ci piace. Ma che nessuno si permetta di venirci a sorvegliare, perché vuol dire che oltre a mancare la solidarietà si pensa che l’Italia stia imbrogliando.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
26/04/2015 - Politica europea e politica italiana (Moeller Martin)

Ogni volta che la politica europea si discosta da quella italiana ci dobbiamo sorbire le solite sparate sull'Europa che non esiste. Sul tema immigrazione la posizione dell'Italia è contraria al trattato di Dublino che regola la materia. In sostanza e secondo noi, l'Europa dovrebbe rinunciare al suo sacrosanto diritto di controllo dell'immigrazione ed accogliere cani e porci. Questo ci autorizza alla farsa dei 'naufraghi programmati con telefono satellitare' ed ad andare a prenderli non appena hanno sciolto gli ormeggi trasformando il nostro paese in un corridoio umanitario non autorizzato. Non parliamo di accoglienza perché, sempre secondo l'italico pensiero, vogliono stabilirsi nei paesi del Nord Europa e non da noi. Ci indegniamo se l'Europa ci impone i suoi funzionari ai controlli, ma siamo certi che non abbiano ragione? Così come non possiamo accusare gli altri paesi europei di non farsi carico del mediterraneo quando noi stessi ci disinteressiamo dei flussi di profughi via terra, potenzialmente molto più a rischio esplosione. La stessa ONU ci ricorda che in Europa i paesi con maggior numero di profughi sono la Svezia e la Germania e non l'Italia delle grandi sparate.