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Esteri

LIBIA & SBARCHI/ Magdud: il governo (illegittimo) di Tripoli sta ricattando l'Italia

In Libia (Infophoto)In Libia (Infophoto)

Quello di Tripoli è un governo parallelo privo di qualsiasi legalità e riconoscimento internazionale. La dichiarazione di El-Ghirani non ha nessun valore dal punto di vista istituzionale e giuridico e non impegna la Libia in quanto tale. La sovranità nazionale può essere espressa solo dal governo di Tobruk. Dire che la Libia rifiuta le operazioni contro i trafficanti è scorretto. La Libia non può essere identificata con l’esecutivo di Tripoli, proprio come l’Italia non può essere fatta coincidere con la mafia.

 

Dietro questo discorso c’è anche il fatto che il governo di Tripoli copre i trafficanti?

Questo è possibile. L’obiettivo di Tripoli è costringere l’Italia a una qualche forma di riconoscimento. La stessa ritorsione è stata messa in atto contro la Tunisia, con l’effetto di aprire un corridoio diplomatico. Del resto ricordo che l’ambasciatore d’Italia a Tripoli, quando la sede era ancora aperta, si incontrò con esponenti del governo illegittimo.

 

Tripoli favorisce gli sbarchi perché vuole una contropartita politica?

Sì, ma in questo modo diventa tutto un discorso contraddittorio. Da un lato l’Italia trasferisce l’ambasciata da Tripoli a Tunisi e riconosce il governo di Tobruk. Se adesso iniziasse un dialogo anche con il governo illegittimo non sarebbe certo un comportamento lineare, anche se poi sappiamo che tutto è possibile.

 

Renzi ha detto che i barconi dei trafficanti vanno distrutti. E’ una buona idea?

Quella proposta da Renzi è una soluzione un po’ infantile, lo capisce anche un ragazzino che distruggere i barconi non serve a nulla. I trafficanti risponderebbero mettendo gli immigrati a dormire dentro ai barconi ormeggiati nei porti, e poi accuserebbero il governo italiano di averli uccisi. Avrebbe molto più senso porre un embargo per impedire che le società europee forniscano questi gommoni ai trafficanti.

 

Come sarebbe accolto in Libia un intervento militare di terra da parte dei Paesi europei?

Bisogna concordare tutto con il governo di Tobruk. Se quest’ultimo lo permette, si troverà il sistema per realizzare delle azioni concordate come quelle realizzate di comune intesa con l’Egitto. Quando l’aviazione del Cairo ha bombardato le basi Isis in Libia, quella è stata un’azione completamente legittima perché aveva l’autorizzazione di Tobruk. Lo stesso vale per qualsiasi possibile azione militare dei Paesi europei.

 

(Pietro Vernizzi)

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