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Esteri

OLOCAUSTO/ Sopravvissuta di Auschwitz perdona l'ex ufficiale delle SS: l'abbraccio tra i due

Una sopravissuta al campo di sterminio di Auschwitz ha perdonato un ex nazista sotto processo. Tra i due è scattato anche un abbraccio, ecco di cosa si tratta

Foto da twitterFoto da twitter

Un gesto che da una parte ha commosso, dall'altra ha suscitato polemiche. Eva Mozes Kor, 81 anni, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz, ha testimoniato nei giorni scorsi al processo che vede coinvolto uno degli ultimi sopravvissuti degli orrori nazisti, Oslar Groening, 93 anni, ex ufficiale delle SS accusato di aver derubato dei loro averi i prigionieri del campo di Auschwitz. Ovviamente è anche accusato di complicità nella morte di almeno 300mila ebrei. Nel campo di concentramento l'uomo aveva uno dei compiti meno attivi, era una guardia di sorveglianza nel periodo compreso tra il 1942 e il 1944 e si è sempre riconosciuto moralmente colpevole di aver visto i suoi colleghi uccidere ad esempio un bambino senza averlo impedito, cosa che non avrebbe potuto fare senza essere a sua volta ucciso. Ricordi che, ha detto, lo perseguitano da sempre. Ma fino a oggi non era stato riconosciuto colpevole di niente in particolare. Adesso invece è sotto processo, un tentativo da parte delle autorità tedesche di condannare gli ultimi sopravvissuti nazisti prima che muoiano. Da parte sua Eva Mozes Kor, parlando a un programma televisivo, ha detto, sorprendendo tutti, che l'ex ufficiale non merita di essere processato. I due si sono anche incontrati in tribunale. La donna ha raccontato cosa si sono detti con un post su facebook: “Gli ho semplicemente stretto la mano e gli ho detto: ‘Apprezzo che lei abbia voluto venire qui e guardarci in faccia. Ma vorrei che lei rivolgesse un appello agli ex nazisti ancora vivi, affinché escano dall’ombra e si confrontino con il problema dei gruppi neo-nazisti in Germania oggi. Voi potete dire di essere stati ad Auschwitz, che eravate nel partito nazista e che è stato terribile‘”. Aggiungendo: “Sono convinta che abbia fatto tutto ciò di cui è accusato. Gli ho detto che perdonarlo non mi impedisce di accusarlo, né dovrebbe significare una sua minore responsabilità”. E' stato in quel momento che l'uomo le ha stretto la mano, l'ha abbracciata e baciata. La foto sta facendo il giro del mondo e in molti accusano la donna delle sue parole: non avrebbe dovuto perdonarlo, dicono. Parlando con il quotidiano inglese Guardian, ha commentato: "So che molte persone mi criticheranno per questa foto, ma lascio perdere. Sono due esseri umani che si sono incontrati 70 anni dopo il fatto. Non capirò mai perché la rabbia è preferibile a un gesto di benevolenza. Niente di buono può venire dalla rabbia”. 

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