BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RISIKO LIBIA/ Se l'Egitto attacca l'Isis...

Pubblicazione:martedì 28 aprile 2015

Il Presidente Al Sisi (Infophoto) Il Presidente Al Sisi (Infophoto)

L’Isis continuerebbe probabilmente a condurre la propria guerriglia e l’aiuto egiziano a Tobruk rischierebbe di rendere ancora più drastico il confronto con Tripoli, il cui governo è collegato ad Al Qaeda ma anche alla Fratellanza Musulmana, drasticamente repressa in Egitto dal regime militare.

La Tripolitania fa parte a tutti gli effetti del Maghreb, la parte occidentale del Nord Africa, mentre la Cirenaica ha storicamente sempre teso verso il cosiddetto Mashreq, l’Oriente, di cui fa parte l’Egitto. Sotto l’Impero Ottomano, le due province erano separate e furono unificate sotto la dominazione italiana all’inizio dello scorso secolo. Difficile non intravvedere il possibile desiderio egiziano di un più concreto controllo di quest’area.

Anche sullo scenario internazionale ci sarebbero riflessi importanti, perché l’intervento in Libia potrebbe essere propedeutico a una simile, e più pesante, azione nel Sinai, che riporterebbe l’Egitto a un coinvolgimento diretto nella questione palestinese, soprattutto verso Hamas, propaggine dei Fratelli Musulmani.

L’attivismo militare egiziano con l’inizio, citando ancora DEBKAfile, della quarta guerra mediorientale non lascerebbe neppure indifferenti le altre potenze regionali, la sunnita Arabia Saudita, nominale alleata contro gli sciiti in Yemen, l’Iran, molto attivo nella cosiddetta “mezzaluna sciita”, nemico in Yemen ma alleato importante contro l’Isis in Iraq, e la Turchia, che sembrerebbe giocare su tutti i fronti aperti.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.