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I NOVE DI BALI/ Indonesia, fucilati i prigionieri australiani, legati a una croce: cantavano inni religiosi

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I due australiani fucilati  I due australiani fucilati

Sono stati fucilati otto dei nove cosiddetti "prigionieri di Bali", tra cui due australiani, accusati di spaccio di droga in Indonesia. In carcere da circa dieci anni, la comunità internazionale e in particolare il governo australiano avevano fatto forti pressioni affinché fosse risparmiata loro la condanna a morte. Dopo l'esecuzione infatti il governo australiano ha ritirato il suo ambasciatore in Indonesia. Tutto inutile perché come annunciato ieri notte sono stati tutti fucilati esclusa una donna filippina a cui per il momento è stata risparmiata la vita. Emergono adesso i dettagli della feroce esecuzione in particolare di Andrew Chan e Myuran Sukumaran, i due prigionieri australiani che avveano annunciato che non avrebbero indossato la maschera perché volevano"guardare in faccia i loro assassini". Uno di loro, Sukumaran, aveva anche detto che voleva dimostrare a sua mamma di essere un uomo coraggioso. Così hanno fatto. In realtà tutti e gli otto condannati hanno rifiutato la mascherina, passando, dicono oggi i media australiani e inglesi, le loro ultime ore pregando e cantando canzoni della tradizione religiosa anglosassone come Amazing Grace. Con loro alcuni sacerdoti hanno condiviso gli ultimi istanti. Secondo il sacerdote di origine irlandese, Charlie Burrows, che era con loro, gli otto sono stati legati a una croce e anche in quei momenti continuavano a cantare inni religiosi. Domenica scorsa, il condannato a morte Andrew Chain aveva sposato in carcere la sua fidanzata, una predicatrice evangelica che aveva conosciuto in carcere durante la sua lunga detenzione.



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