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Esteri

I NOVE DI BALI/ Indonesia, tra i fucilati anche uno schizofrenico che non sapeva di morire

Tra gli otto prigionieri fucilati in Indoensia anche un brasiliano schizofrenico che non ha capito fino all'ultimo che sarebbe stato ucciso ecco di cosa si tratta

Due dei condannati a morteDue dei condannati a morte

Si allargano i contorni e i retroscena dell'esecuzione di massa in cui sono stati fucilati otto persone in Indonesia, accusate di spaccio e detenzione di droga per fatti accaduti circa dieci anni fa. I condannati a morte erano nove, ma all'ultimo momento a una donna filippina è stata concessa almeno per ora la grazia. Gli altri erano quasi tutti stranieri, australiani e brasiliani. Tra questi Rodrigo Gularte, sofferente di schizofrenia paranoide acuta e disordini bipolari. Le richieste dei suoi avvocati e del governo brasiliano di avere clemenza nei suoi confronti sono state ignorate dall'Indonesia. L'uomo, oggi 42enne, era stato condannato per contrabbando di sei chili di cocaina. Charlie Burrows, un sacerdote cattolico irlandese che ha confessato e accolto le ultime parole di tutti gli otto condannati, ha detto che Gularte non si è mai reso conto della sua sorte. Ha detto che sentiva delle voci che gli dicevano che tutto sarebbe andato bene, ha raccontato il prete, il quale per consolarlo gli ha detto: "Ho 72 anni, quando arriverai in Cielo prepara per me un giardino di fiori". Gularte però ha capito che sarebbe stato ucciso solo quando le guardie hanno aperto la sua cella per portarlo via. Burrows ha anche raccontato come un altro dei condannati, l'australiano Andrew Chan che si era convertito al cristianesimo durante la lunga detenzione e che solo pochi giorni fa aveva sposato la sua fidanzata, consolava tutti  gli altri condannati. Gli otto poi hanno sempre cantato inni religiosi della tradizione cristiana, tanto che, racconta sempre il sacerdote le guardie che li hanno accompagnati al patibolo sono scoppiate più volte in lacrime. 

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