BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

VIA CRUCIS NEW YORK/ Frank: non sono io che porto la croce, e' la croce che porta me

Da 20 anni RIRO MANISCALCO partecipa alla Via Crucis di New York che dal ponte di Brooklyn attraversa la Grande Mela, testimoniando l’abbraccio della misericordia per tutta l’umanità

La Via Crucis di New YorkLa Via Crucis di New York

Sembrava il Venerdì Santo di vent'anni fa. Una pioggia insistente, forte a tratti, un cielo cupo e minaccioso, vento sul ponte - c'è sempre vento sul ponte. Quando uno pensa al Venerdì Santo pensa ad un giornata così. Tutto appare triste, opaco, senza volto: Colui che ci ha portato la via, la verità e la vita, Colui che è la via, la verità e la vita è morto. Manca, non c'è più. Manca il suo bene. Senza Bene non si vive. Lui, il Bene, e' li, appeso ad una croce. Da duemila anni coloro che sono stati conquistati dal suo amore, in questa giornata fissano lo sguardo su quel legno. Noi a New York da venti anni seguiamo quella croce sul ponte di Brooklyn. A me personalmente è capitato di essere uno di quelli che da vent'anni il venerdì Santo lo vivono così, uno dei quattro gatti della prima ora. Oggi, mentre camminavo pensavo a che razza di vita benedetta sono stato chiamato e pur nella mia poca fede me ne stavo a capo chino dietro a quella croce. Perché lo so che tutto è venuto e viene di lì. Un sacrificio, il sommo sacrificio, quello della vita.

Di Marzio, il vescovo di Brooklyn, nell'accogliere i tanti fedeli radunati nella basilica di Saint James, ci ha ricordato il martirio di tutti coloro che hanno perso la vita a causa della loro fede. Gesù muore in croce, noi, tutti noi moriamo e basta. Eppure, proprio per quella croce, per quel gesto supremo di amore nei nostri confronti anche la morte diventa un inno alla vita, la porta verso l'eternità. Lo diceva bene Frank, il nostro grande amico morto due mesi fa. Per sei anni Frank aveva portato la croce su quel ponte. Per lui quel gesto era la cosa più grande e bella, perché il Bene di Gesù l'aveva fatto rinascere. E quando nella sua lunga lotta con il cancro le forze sembravano non permettergli di percorrere la via della croce, alla nostra preoccupazione rispondeva, "non sono io che porto la croce, e' la croce che porta me ". Misericordia. Fr. Rich Veras ce l'ha ripetuto ad ogni stazione: siamo tutti dei poveracci, dei poveracci come Pietro. Gesù aveva scelto lui come roccia della sua chiesa, e mentre lui pativa e moriva Pietro stava a nascondersi. Eppure noi sul ponte e milioni in tutto il mondo viviamo il venerdì Santo con sguardo fisso a Gesù per la fedeltà di Pietro.