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ISIS/ Ecco perché lo stato islamico vuole uccidere i palestinesi a Yarmouk

Pubblicazione:giovedì 9 aprile 2015

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In queste ore, raccontano i testimoni, i palestinesi di tutte le fazioni hanno ritrovato l'unità sul terreno, combattendo strada per strada, contro i miliziani dell'Isis. L'unità è stata trovata contro chi si comporta da invasore delle proprie case, con alle spalle in più una ideologia islamica fondamentalista lontana dalla cultura laica, ma anche da quella religiosa, cristiana o islamica, dei profughi palestinesi di Yarmouk. 

Così anche i profughi palestinesi (musulmani o cristiani), stanno subendo la brutalità dei combattenti dello stato islamico. Tra i palazzi sventrati di Yarmouk sono stati ritrovati corpi di palestinesi decapitati. Migliaia di civili, in particolare vecchi donne e bambini che non sono riusciti  ad abbandonare il campo, sono tornati a vivere senza più quel minimo di cibo, portato dall'Unrwa, l'organizzazione dell'Onu per i profughi palestinesi nel mondo.

La vicenda di Yarmouk e i suoi morti potrebbero non essere vani per noi occidentali, ad una  condizione: che si abbia il coraggio di guardare dentro questa tragedia. Di superare l'indifferenza, ma anche un generico umanitarismo. L'aggettivo palestinese, in questa circostanza, è importante perché ci costringe a confrontarci con il dramma di persone reali, con una loro storia, una loro cultura, una propria aspirazione alla dignità. L'esatto opposto dei luoghi comuni, che vivono di  generiche definizioni, che rincorrono spesso la rabbia e non l'intelligenza delle persone.     



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