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COLPO DI STATO IN BURUNDI/ Il testimone: "abbiamo paura, stiamo chiusi in casa"

Pubblicazione:giovedì 14 maggio 2015

In Burundi (Infophoto) In Burundi (Infophoto)

Il presidente è di etnia hutu però in queste manifestazioni si sono unite insieme le due etnie contro di lui, che è un segnale molto significativo. Anche all'interno del suo stesso partito c'è stata una divisione già all'inizio dell'anno da parte di persone che lo avevano consigliato di non ripresentarsi e poi sono state allontanate. Anche il generale Nyombare faceva parte del partito al potere.

 

Che giudizio si può dare di Nkurunziza? Il suo governo ha fatto più bene o male?

Durante il suo potere ci sono stati molti casi di corruzione, malversazioni e anche mala gestione della cosa pubblica. Si è circondato di persone poco pulite, ci sono ombre sul caso delle suore assassinate, molti omicidi e detenzione di personaggi della società civile, tutti episodi che dimostrano quanto poco amore per la democrazia avesse avuto.

 

Come vivete questo momento? Siete preoccupati? Le vostre opere sono al sicuro?

Abbiamo fiducia, ma la prima preoccupazione è per il nostro centro che si trova nei quartieri nord, un centro per mamme e bambini dove svolgiamo attività educative. Lo abbiamo chiuso immediatamente il 26 aprile per motivi di sicurezza quando sono cominciate le manifestazioni. Siamo preoccupati di poter riaprire il centro per far compagnia a questi bambini che in queste settimane hanno subito dei traumi vivendo in quartieri dove ci sono stati incidenti in cui la polizia ha represso in modo violento manifestazioni pacifiche.

 

La Chiesa cattolica del Burundi si è espressa in qualche modo?

La Chiesa si è espressa in modo chiaro contro il terzo mandato sostenendo i manifestanti, ma così anche la comunità internazionale, gli Usa e l'Unione africana. Lunedì il Belgio ha interrotto il finanziamento al programma della polizia e alle elezioni, tutti segnali chiari di isolamento del presidente.

 

Che cosa farete nelle prossime ore?

Io ho una nipotina di due anni e quando abbiamo sentito l'annuncio del colpo di Stato  il mio pensiero è volato subito a lei. Nei prossimi giorni staremo chiusi in casa per capire come si evolverà la situazione. Abbiamo fiducia che non ci siano scontri, ma c'è il rischio che la milizia del Partito dei giovani fedele al presciente possa causare incidenti. 


(Paolo Vites) 



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