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NIGERIA/ Mons. Kaigama: Boko Haram ci toglie tutto, stiamo morendo di fame

Pubblicazione:martedì 19 maggio 2015

Terroristi di Boko Haram (Immagine dal web) Terroristi di Boko Haram (Immagine dal web)

La preghiera è l’essenza della forza e può ottenere qualsiasi grazia, e quindi deve essere raccomandata e incoraggiata. Nello stesso tempo la preghiera e un lavoro positivo e concreto devono ovviamente andare insieme. Pregheremo per quanti sono attaccati e le cui vite sono sconvolte da Boko Haram. Ci sono cristiani senza case, luoghi in cui pregare, case, scuole, campi, perché tutto è stato distrutto. Proprio per questo gli sfollati non hanno un luogo cui fare ritorno, proprio perché non è rimasto loro niente.

 

Dove sono accolti in questo momento?

Nelle principali città del Paese quali Jos, Kaduna e Abuja. Nel momento in cui preghiamo, sperando che Dio possa fermare queste atrocità e distruzioni, ci dobbiamo anche chiedere come possiamo fornire aiuto a queste persone che soffrono. In diverse località i cristiani sono rimasti senza cibo, in quanto sono privi di qualsiasi cosa. Mi piacerebbe quindi che la Cei includesse anche questi problemi insieme alle persecuzioni dirette che subiscono i cristiani.

 

Che cosa possiamo fare noi cristiani italiani per quanti in Nigeria vivono questo dramma?

Siamo tutti fratelli e sorelle e apparteniamo a Gesù Cristo. Quando una parte del corpo soffre, a soffrire è tutto quanto il corpo. Nel momento in cui in Nigeria, Siria e Pakistan stanno avvenendo delle terribili persecuzioni, è l’intera Chiesa in quanto famiglia universale a soffrirne. Chiedo quindi ai cristiani italiani di fare qualsiasi cosa in loro potere per sostenerci dal punto di vista spirituale, morale e materiale. Il Santo Padre ha donato la somma di 100mila euro alla Conferenza episcopale nigeriana per aiutare quanti si trovano a essere sfollati e sono stati colpiti da Boko Haram. Trovo meraviglioso che, insieme alla preghiera, Papa Francesco abbia compiuto anche questo gesto.

 

(Pietro Vernizzi)



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