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Esteri

QUOTE MIGRANTI/ Mussie Zerai: così l'Italia può "difendersi" da Uk, Francia e Spagna

François Hollande (Infophoto)François Hollande (Infophoto)

E’ un atteggiamento difensivo. L’Europa sta facendo di tutto per difendersi dall’arrivo dei migranti che vengono qui per cercare asilo politico o una vita migliore. Il rafforzamento di Frontex o l’invio di navi nelle acque territoriali libiche per distruggere i barconi sono solo un tentativo di difendersi. Ma difendersi da chi? Stiamo parlando di disperati.

 

Da dove nasce questa posizione?

E’ una forma di egoismo che mira a difendere il proprio status quo dal punto di vista del benessere e si rifiuta di condividerlo con chi in questo momento è maggiormente nel bisogno. Se non si vuole che queste persone vengano qui, almeno si abbia il coraggio di andare nel loro Paese d’origine ad aiutarle.

 

In che modo è possibile creare dei canali legali per la selezione degli immigrati?

L’Unhcr accoglie migliaia di migranti nei suoi centri e opera una distinzione tra quanti sono realmente bisognosi della protezione internazionale e quanti non lo sono, concedendo ai primi la tessera dello status di rifugiato. Ogni anno l’Unhcr chiede agli Stati sviluppati di ospitare i rifugiati con un programma di reinsediamento.

 

Quali altre soluzioni sono possibili?

Vanno aperte le ambasciate nei principali Paesi di transito dei migranti, per analizzare le richieste di asilo e rilasciare i visti a chi ne ha il diritto. Infine si può usare lo strumento della sponsorship, già utilizzata in Canada, in base a cui parenti di un migrante che vivono all’estero garantiscono per lui e gli pagano il viaggio.

 

L’Italia sta aspettando la risoluzione Onu sulle misure di intervento in Libia. Secondo lei che cosa andrebbe fatto?

L’intervento militare non può risolvere il problema, al massimo può rimandarlo. L’Europa ha perso quattro anni di tempo per pacificare la Libia, mentre poteva investire tutte le risorse fin da subito. Bisognava mettere tutte le fazioni libiche intorno a un tavolo per farle dialogare. Invece, la Libia è stata abbandonata a se stessa con una grande quantità di armi che circolava nel Paese.

 

E adesso?

Ora diventa difficile ricomporre tutto, e neanche lo stesso intervento militare può essere risolutivo. Bisogna tornare a dialogare per pacificare la Libia, formando un governo stabile. Nello stesso tempo bisogna trovare il modo di proteggere i profughi, che sono già arrivati sul territorio libico, e lavorare nella stessa Africa subsahariana per prevenire l’arrivo in Libia di altri profughi in fuga da Eritrea, Somalia e Sudan.

 

(Pietro Vernizzi)

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