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QUOTE MIGRANTI/ Mussie Zerai: così l'Italia può "difendersi" da Uk, Francia e Spagna

Se non riceve la solidarietà di tutti i Paesi Ue, l’Italia dovrebbe chiamarsi fuori dall’accordo di Dublino e rifiutarsi di schedare quanti passano dal suo territorio. Lo dice MUSSIE ZERAI

François Hollande (Infophoto) François Hollande (Infophoto)

“L'unica soluzione è chiudere le nostre frontiere. Bisogna ristabilirla con la fine immediata di Schengen. È nell'interesse anche dell'Italia. Si può creare una forza marittima bilaterale, tra Francia e Italia, ma solo per ricondurre i barconi verso i porti di partenza”. E’ quanto dichiarato da Marine Le Pen in un’intervista a Repubblica, dopo che lo stesso governo socialista di Parigi, insieme a quelli di Spagna e Regno Unito, si è detto contrario al sistema delle quote. Il fronte del no al piano europeo sull’immigrazione insomma si allarga sempre di più. Ne abbiamo parlato con don Mussie Zerai, fondatore e presidente dell’agenzia Habeshia. Il sacerdote, nato in Eritrea e attivo tra Italia e Regno Unito, è impegnato in prima linea per la difesa dei diritti di immigrati e rifugiati politici. Grazie al suo impegno, l’Istituto di ricerca internazionale di pace di Oslo lo ha candidato al Premio Nobel per la Pace.

 

Che cosa ne pensa del piano europeo di contrasto all’immigrazione?

Se si volesse veramente contrastare l’immigrazione illegale basterebbe aprire i canali legali per permettere a queste persone di arrivare in sicurezza ed essere accolte. Si parla tanto di distruggere i barconi e di arrestare i trafficanti, operazioni che nella realtà sono molto più costose. Ci si chiede inoltre come distinguere i barconi dei pescatori da quelli dei trafficanti. Altro punto da chiarire, occorre vedere se le autorità locali autorizzano e collaborano con queste operazioni, oppure se queste ultime rappresentano un’operazione di guerra. Distruggere qualche barcone del resto non risolve il problema ma si limita a rimandarlo. I rifugiati continueranno a esistere, ma si troveranno altri canali.

 

Francia, Spagna e Regno Unito hanno detto di essere contrari alla ripartizione delle quote. E’ giusto che l’Italia debba farsi carico da sola del problema?

Se non riceve la solidarietà di tutti i Paesi Ue, l’Italia dovrebbe chiamarsi fuori dall’accordo di Dublino e rifiutarsi di schedare tutte le persone che passano dal suo territorio. A quel punto il numero di immigrati che passando dall’Italia raggiungeranno gli altri Paesi Ue saranno molto più numerosi di quelli che arriverebbero con le quote. Il 90 per cento degli immigrati che passano dall’Italia hanno come obiettivo quello di raggiungere il Nord Europa.

 

Bruxelles ha già detto che manderà ispettori stranieri in Italia per controllare che gli immigrati siano schedati…

L’Italia non può subire passivamente la presenza degli ispettori. Deve ottenere un contraccambio, per cui si accettano gli ispettori ma si fa sì che il peso non gravi su un unico Paese.

 

Che cosa ne pensa dell’atteggiamento dell’Europa nei confronti degli immigrati?