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ISIS/ Palmira, muoiono in migliaia e ci preoccupiamo delle statue

Pubblicazione:venerdì 22 maggio 2015

Palmira (Infophoto) Palmira (Infophoto)

Principalmente attraverso la vendita illegale di petrolio. Gli stessi Stati che combattono il califfato acquistano da quest’ultimo greggio a prezzi di favore nel mercato nero, per poi rimetterlo in commercio a prezzi di cartello e guadagnandoci quindi il plusvalore. Questo dimostra l’ipocrisia del modo in cui stiamo facendo la guerra all’Isis.

 

Perché Assad si è ritirato da Palmira?

Assad non si è ritirato da Palmira, ma cerca di tenere il fronte che le sue truppe sono in grado di difendere. Però mi perdoni, noi facciamo un gran parlare dei luoghi, come Ninive e Palmira, ma ricordiamoci che il punto fondamentale è che ci sono degli esseri umani che vivono in questi luoghi. Non vorrei che per l’Occidente il fatto che ci siano migliaia di persone che stanno morendo passasse in secondo piano.

 

Ma noi sappiamo realmente che cosa sta avvenendo nei territori controllati dall’Isis?

Tanto in Siria quanto in Iraq, l’Isis sta attuando in modo molto determinato un’operazione di pulizia etnica nei confronti di quanti dal suo punto di vista rappresentano un problema. I miliziani eliminano tutti coloro che sono contrari all’Isis stesso, e quindi non soltanto cristiani, yazidi e sciiti, ma anche i musulmani sunniti che la pensano in modo diverso da loro.

 

Di fronte alla divisione delle società di Siria e Iraq, che cosa può fare l’Occidente?

Fino a che non ci sarà un dialogo molto netto e senza pregiudiziali tra Iran da un lato, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar dall’altra, è difficile che i Paesi occidentali possano giocare un ruolo determinante in Iraq e in Siria.

 

Come valuta la posizione di Israele nei confronti dell’Isis?

Non vedo un Israele particolarmente preoccupato per la vicenda dell’Isis. Israele è una potenza regionale e il califfato non è in alcun modo capace di ledere le sue capacità strategiche. Israele è invece molto preoccupato per lo sviluppo di Hezbollah e per le politiche dell’Iran.

 

(Pietro Vernizzi)



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