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Esteri

SIRIA E IRAQ/ L'appello contro la distruzione: rischiamo una catastrofe umanitaria

Tre associazioni lanciano un appello contro la distruzione di Siria, Iraq e Medio Oriente, rivolto "a tutte le persone oneste del nostro paese, di ogni colore politico e credo religioso".

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Dopo gli ultimi sviluppi e in prossimità del "punto di non ritorno", tre associazioni lanciano un appello contro la distruzione di Siria, Iraq e Medio Oriente. Il testo, firmato da Rete No War, Coordinamento nazionale per la pace in Siria (SiriaPax) e Assadakah Centro italo-arabo e del Mediterraneo, è rivolto "a tutte le persone oneste del nostro paese, di ogni colore politico e credo religioso". "Aiutateci, fate sentire la vostra voce in ogni ambito, affinchè i nostri governi occidentali si trovino a dover giustificare questo loro immorale comportamento", si legge nel messaggio pubblicato online dal Coordinamento nazionale per la pace in Siria. "Aiutateci perchè si interrompa una politica dissolutrice che soddisfa solo le alleanze dei paesi arabi produttori di petrolio e che mira a costruire un mondo le cui rovine sono oggi anticipate davanti ai nostri occhi e che, vediamo chiaramente, non è fatto di giustizia e di progresso". Nessuno può infatti tacere, scrivono le associazioni, "davanti a tutta questa devastazione in cui l'occidente agli stermini di massa e al grido disperato che si leva da quelle regioni, anzichè operare per la pace e la riconciliazione, arma ed addestra e rifornisce chi perpetua la devastazione ed infligge nuovi lutti e sofferenze alla popolazione civile". In Iraq "la sedicente coalizione anti-Isis non è riuscita a fermare  con bombardamenti aerei una visibilissima colonna motorizzata di terroristi armati nel deserto iracheno", mentre in Siria l'avanzata dei terroristi "lascia una scia di assassini settari". Se le forze jihadiste prenderanno il paese, "la mattanza in corso si estenderà dappertutto assumendo dimensioni inimmaginabili di vendetta settaria e catastrofe umanitaria". L'unica forza residua che può contrastare questa prospettiva "è il governo e l’esercito siriano, in grave difficoltà per la mancanza di rifornimenti e la scarsità di uomini - recita ancora il testo - Quindi volenti o nolenti esortiamo i governi coinvolti a far prevalere la ragione. Bisogna mettere da parte ogni considerazione di natura politica e salvaguardare la vita umana".

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