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DIARIO ARGENTINA/ La schiavitù dietro la favola kirchnerista

Cristina Kirchner (Infophoto) Cristina Kirchner (Infophoto)

In pratica tutta la zona prospiciente la stazione di Retiro, molto elegante fino agli anni Novanta e piena di ristoranti e ritrovi "storici", a partire dal 2004 si è trasformata di notte in un quartiere a luci rosse nemmeno tanto camuffato, così come un altro quartiere di altissimo livello come quello della Recoleta. Incastrata tra queste due località c'è la famosa "Villa 31", una bidonville che, sorta negli anni Settanta, si è potuta sviluppare tanto da contare più di 40.000 abitanti che vivono in costruzioni fatiscenti a più piani e che costituisce uno dei centri nevralgici del narcotraffico porteno. Camminare poi di notte per le eleganti "avenidas" della zona provoca una stretta al cuore per la presenza, in ogni androne, di un esercito non solo formato da clochard, ma di famiglie intere che non sanno dove dormire, con i materassi sistemati anche sui marciapiedi e le immancabili borse piene di masserizie.

Insomma, si è testimoni di quanto la favola kirchnerista del "Paese meraviglioso" sia reale nella sua fantasia: fa rabbia pensare che si vada più in là e che si sia complici di quei traffici di cui quotidianamente il Governo smentisce l'esistenza. E sono anni che "tutti sanno" a livello politico, tanto che nel 2011 si scoprì di come pure l'ex ministro della Giustizia Zaffaroni fosse proprietario di appartamenti dove si esercitava la prostituzione, ma nessuno dice nulla per il semplice motivo che, quando non complici, molti politici (e giudici) sono tra i più assidui frequentatori di questi posti. Gli archivi dei servizi di informazione sono pieni di documentazione al riguardo, cosa utile al ricatto, in modo da poter dominare la scena politica e poter operare la corruzione senza rischi giudiziari. 

È un'Argentina che tantissimi sperano, dall'ottobre di quest'anno, mese delle elezioni Presidenziali, di veder sparire.

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