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ELEZIONI UK/ Il "bello" della democrazia? Inglesi, non avrete il governo che volete

Pubblicazione:giovedì 7 maggio 2015

David Cameron e Nick Clegg a Downing Street (Infophoto) David Cameron e Nick Clegg a Downing Street (Infophoto)

Nell'imminenza delle elezioni in Gran Bretagna, e a qualche giorno dall'approvazione in terra natia con voti di fiducia multipli dell'Italicum ad opera del governo Renzi, potrebbe essere istruttivo un piccolo esperimento, un giochino preelettorale proposto in un commento di James Kirkup: l'idea è quella che il lettore provi a "farsi il suo governo" sulla base delle previsioni di voto che danno come esito inevitabile un hung parliament, e quindi la necessità o di un governo di coalizione o di un governo di minoranza.

Per farlo occorre arrivare a 323 seggi, e se la somma Conservatives più Scottish National Party arriva ad un facile 331, associare le policies, cioè le linee di programma schematicamente riassunte nella simulazione, appare un po' più difficile. Quelle del SNP sono Scottish-oriented, e — al di là del fatto che la somma Labour più SNP non darebbe i 323 seggi necessari — anche qui le policies sono per lo meno divergenti. Insomma, un coalition government con SNP, chiunque lo faccia, sarà impresa laboriosa. E altre soluzioni Conservative o Labour più altro dovrebbero vedere l'associarsi di Lib-Dems e forse di almeno altri due gruppi "minoritari".

Esattamente lo scenario quasi da operetta che si presenta agli occhi degli inglesi nelle battute iniziali del video Understanding democracy ad opera di British Election Study, dove tutte le combinazioni sono possibili, e dove la sola vera certezza è che solo gli affluent (i gruppi sociali più agiati) votano, nell'apatia generale di chi si sente meno fortunato e che non si interessa alla politica perché si sente tagliato fuori nell'economia (e quindi nel mondo) reale.

Occorre quindi tenere in debito conto che la parvenza di onnipotenza che la creazione di un governo di coalizione sembra trasmettere è molto indebolita dal rischio molto realistico di un low voter turnout, visto che il Parlamento inglese del 2010 è stato eletto da 29,7 milioni elettori, a fronte di 15,09 milioni che non hanno votato, e quindi il governo di coalizione uscente Cameron-Clegg/Conservatives-Lib Dems aveva più o meno gli stessi voti a sostegno di quanti non hanno votato e che, realisticamente, il nuovo governo, qualunque esso sia, sarà stato eletto da un quinto circa degli aventi diritto.

Uno scenario famigliare al lettore italiano, ed il grande male della democrazia rappresentativa, da correggere con l'Italicum e il suo premio di maggioranza al partito che prende più voti? Stranamente il commento di Kirkup è diverso: inglesi, comunque vada, non avrete il governo per cui avete votato, e questa è la democrazia, l'arte del compromesso. Pragmatismo inglese o vestigia di una tradizione democratica in via di estinzione?



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