BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RISULTATI ELEZIONI REGNO UNITO 2015 / Il voto in diretta, aggiornamenti: ha vinto Cameron, Scozzesi terza forza, sparisce Farage (oggi 7 maggio 2015)

Seggi aperti nel Regno Unito per le elezioni politiche. Milioni di cittadini sono chiamati a votare per scegliere il nuovo Parlamento e il nuovo governo: tutti i risultati

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Risultati delle elezioni nel Regno Unito che premiano i conservatori di David Cameron secondo un sondaggio pubblicato dalla BBC che sancisce - di fatto - la vittoria dei conservatori con un Labour ancora perdente e ampiamente distaccato dalla vetta. Terza forza il partito nazionalista scozzese, mentre sparisce letteralmente dal parlamento (due soli membri) l'Ukip di Farage. LA Camera dei Comuni sarebbe così divisa: Conservatori 316 seggi, Laburisti 239, Scottish National Party 58, LibDem 10, Plaid15 4, Ukip 2, Verdi 2 e 19 seggi attribuiti a formazioni politiche minori.

Nella notte arriveranno i primi dati relativi alle elezioni politiche nel Regno Unito, il risultato definitivo è atteso per il pomeriggio di venerdì. Secondo gli ultimi sondaggi è in atto un testa a testa tra i conservatori del premier in carica Cameron e i laburisti di Miliband: difficilmente uno dei due partiti riuscirà a prevalere e a formare una maggioranza autonoma e per questo motivo non può essere esclusa l'ipotesi di un "Parlamento appeso" ne possibili coalizioni con altri partiti. In questa chiave saranno importanti le percentuali raggiunte dal Partito Nazionalista Scozzese e dell'UKIP di Nigel Farage. 

"Questo è il più grande giorno nella mia carriera politica". Lo ha detto Nigel Farage, leader dell'UKIP (United Kingdom Independence Party) recandosi al seggio per votare in queste elezioni nel Regno Unito. Il politico britannico, numero uno del partito alleato con il Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, parlando con i giornalisti presenti ha anche citato il Mahatma Gandhi: "Prima ti ignorano, poi ridono di te, poi ti attaccano e alla fine tu vinci", ha detto Farage. Secondo gli ultimi sondaggi, gli euroscettici dell’UKIP si attesterebbero al 14%, seguiti dai liberaldemocratici al 10% e i Verdi al 5%.

Quanto è rilevante il peso politico dei musulmani nelle elezioni inglesi? I musulmani nel Regno Unito sono 2,8 milioni: di questi, almeno un milione e mezzo dovrebbe andare a votare, e uno studio realizzato dalla Henry Jackson Society ha stimato in 159 su 650 le circoscrizioni dove il loro voto sarà decisivo, ovvero una su quattro. L'Isis ha intanto lanciato su Twitter un appello ad attaccare i seggi, mentre la scrittrice di origine somala Ayaan Hirsi Ali ha invitato dalle colonne del Times a votare Cameron, in quanto secondo lei è "l’unico in grado di affrontare la minaccia islamista". Tra le candidature, la più clamorosa è quella di Maajid Nawaz, un islamista "pentito" che si è candidato con i liberal – democratici nel collegio londinese di Hampstead and Kilburn. «Sono stato un attivista islamista e un radicale anti-democratico», dice Nawaz, che per 13 anni ha militato nel gruppo Hizb ut-Tahrir. Adesso invece chiede un’alleanza tra Occidente e Iran contro l’Isis. Sua avversaria è un’altra musulmana: Tulip Siddiq, nipote del primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina.

Circa 45 milioni di elettori britannici sono chiamati in queste ore alle urne per le elezioni politiche. Come confermato dalle immagini postate online dagli elettori e riprese dai quotidiani inglesi, lunghe file si sono registrate oggi davanti ai seggi che rimarranno aperti fino alle 22: proprio un’alta affluenza potrebbe rendersi decisiva per evitare lo stallo politico che in tanti hanno già previsto da una tornata elettorale tra le più incerte di sempre nel Regno Unito. La speranza è che possa registrarsi una partecipazione alle urne maggiore rispetto alle elezioni del 2010, quando votò solamente il 65% degli aventi diritto.

Mentre nel Regno Unito incombe lo spettro del cosiddetto "hung parliament" (Parlamento appeso) che si verifica quando nessuno dei principali partiti riesce a ottenere una maggioranza assoluta, nel giorno delle elezioni i quotidiani britannici si schierano da una parte e dall’altra. A differenza di quanto accade in altri Paesi, infatti, nel Regno Unito le testate giornalistiche chiedono chiaramente ai cittadini di votare per uno schieramento o per un altro: il Guardian ad esempio sostiene i laburisti, mentre il Telegraph appoggia i conservatori. Proprio quest’ultimo è uscito oggi in edicola e online con un editoriale dal titolo “Non fate qualcosa di cui potreste pentirvi", apparentemente citando parole di David Cameron.

Davanti alla ormai considerata inevitabile possibilità di un pareggio tra conservatori e laburisti, si fanno già i primi calcoli di coalizione. I conservatori potrebbero ripetere la formula del governo uscente e cioè una alleanza con i liberali democratici. I laburisti invece potrebbero affidarsi all'appoggio esterno dei nazionalisti scozzesi del Snp che però voterebbero il loro appoggio a ogni singola legge, caso per caso, dunque un governo assai instabile. C'è anche l'ipotesi di una alleanza tra conservatori e nazionalisti di Ukip, totalmente anti europei il che spaventa Bruxellles.  I vari partiti lanciano intanto l'appello ad andare a votare: alle ultime elezioni quelle del 2010 votò infatti il 65% soltanto degli aventi diritto tutti voti mancanti per conservatori e liberali. 

Mentre sono cominciate le operazioni di voto che riguardano circa 50 milioni di persone nel Regno Unito, il leader del controverso partito Ukip, Nigel Farange, viene accusato di omofobia. Un video in cui il politico, al ricevimento di un matrimonio, racconta una barzelletta dai toni pare fortemente ironici nei confronti dei gay è emerso in queste ore. Intanto i media inglesi rendono noto il risultato di un sondaggio definito il più accurato in cui i due maggiori partiti, quello laburista e quello conservatore, appaiono praticamente alla pari con il 33% delle preferenze. L'Ukip invece viene dato al 13% mentre i liberali democratici sono al 9 e i Verdi al 5%. Se questo sondaggio venisse confermato, ai laburisti andrebbero 293 seggi, ai conservatori 272, all'SNP 46, ai liberali democratici 18, ai verdi e all'Ukip uno. Una situazione che, come già appariva nei giorni scorsi, non dà la maggioranza assoluta a nessuno e crea un clima di alta ingovernabilità.

Seggi aperti nel Regno Unito per le elezioni politiche. Milioni di cittadini sono chiamati a votare dalle 7 alle 22 per scegliere i nuovi rappresentanti del Parlamento dal quale si arriverà al nuovo governo e infine al nuovo inquilino di Downing Street. Mai come in questa tornata elettorale lo scenario politico è apparso tanto frammentato: nessun partito (né la destra conservatrice di David Cameron né la sinistra laburista di Ed Milliband) sembra infatti in grado di raggiungere la maggioranza assoluta (326 deputati sui 650 totali) che possa garantire la massima governabilità.

Per questo i maggiori partiti starebbero già pensando a possibili coalizioni per la formazione del nuovo esecutivo: a pesare saranno molto probabilmente le formazioni minori, a cominciare dal partito dell’indipendenza guidato dalla scozzese Nicola Sturgeon che in queste elezioni punta al "boom" conquistando i 59 seggi destinati alla Scozia. Attesi anche i risultati dei gallesi del Playd Cymru guidati da Leanne Wood, e dei Green di Natalie Bennett. Gli ultimi sondaggi confermano il testa a testa tra conservatori e laburisti: sia i Tory di David Cameron che il Labour di Ed Miliband sarebbero infatti al 34%. Seguono staccati, rispettivamente al 13 e al 10%, l'Ukip di Nigel Farage e i Liberaldemocratici (Libdem) di Nick Clegg.

Nelle ultime elezioni nel Regno Unito nel 2010 i risultati sono stati i seguenti: il Partito Conservatore ha preso il 36,1% (10.706.647 voti); il Partito Laburista il 29% (8.604.358 voti); i Liberal Democratici 23% (6.827.938 voti) e il Partito per l'Indipendenza del Regno Unito, ovvero l'Ukip di Farage, il 3,1% (917.832 voti).

© Riproduzione Riservata.