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Esteri

CAOS MIGRANTI/ Blangiardo: l'Europa con le sue leggi è complice dei trafficanti

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Questi Paesi hanno piena consapevolezza della gravità della situazione. Hanno cioè capito che dietro ai migranti arrivati in queste settimane ce ne sono degli altri milioni. Il fenomeno dell’emigrazione economica fa sì che arrivino numeri ingestibili da una realtà povera come l’Africa. Gli altri Paesi Ue hanno il vantaggio di non essere in prima linea. A ciò si aggiunge il fatto che le normative comunitarie non erano state pensate per situazioni come questa, e quindi questi Paesi se ne approfittano.

 

Renzi ieri ha detto al Corriere: “Se il Consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B. Ma sarebbe una ferita innanzitutto per l’Europa”. Lei che cosa ne pensa?

Renzi ha detto più volte che occorre aiutare gli africani nei loro Paesi d’origine in modo che siano incentivati a rimanervi. Qualcuno vicino al premier ha anche proposto di usare il pugno duro, con operazioni di contrasto in mare. Resta il fatto che cercare di risolvere il problema degli sbarchi con le sole forze dell’Italia è un atteggiamento velleitario. Se non riusciamo a farcela con un minimo appoggio da parte di Bruxelles, figuriamoci se riusciremo a farcela da soli.

 

Quindi l’Italia è in un vicolo cieco?

La situazione è indubbiamente difficile, e in questo momento non riesco a immaginare vie d’uscita. Con la bella stagione gli sbarchi continueranno in modo consistente.

 

Sarebbe possibile un accordo per i rimpatri con i governi libici di Tobruk e Tripoli?

Occorrerebbe in primo luogo un carisma e una capacità diplomatica non indifferenti. Non mi sembra che in questo momento il nostro governo abbia queste due doti. In secondo luogo ci vorrebbe una controparte credibile che una volta presi degli accordi li rispetti. Il fatto che in Libia ci siano due governi in lotta tra loro rende le cose ancora più complicate. Andare a trattare con entrambi e poi fare in modo che mantengano gli impegni assunti non è un’operazione affatto semplice.

 

(Pietro Vernizzi)

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