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CAOS MIGRANTI/ Mussie Zerai: il muro dell'Ungheria è la tomba dell'Europa

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Quelli che riescono ad arrivare sono la minima parte, mentre altri Paesi poverissimi come Libano, Giordania e Turchia stanno accogliendo milioni di rifugiati siriani. La stessa Etiopia ospita più di 600mila rifugiati tra eritrei, sudanesi e somali. L’anno scorso invece in Europa sono arrivati 170mila immigrati. E’ una cifra molto piccola se paragonata alla ricchezza e alla capacità di accoglienza del Vecchio Continente.

 

Come valuta la decisione dell’Ungheria di costruire un muro anti-migranti?

E’ un vero paradosso. Abbiamo abbattuto un muro di separazione come quello presente tra le due Germanie, e adesso costruiamo altri muri. Spendiamo milioni per queste barriere protettive, ma non siamo disposti a spendere altrettanto per dare un futuro alla vita degli esseri umani. Ciò rappresenta la perdita della civiltà, tanto è vero che l’Europa sta mostrando il suo volto più incivile. Una civiltà si misura anche per la sua capacità di solidarietà, accoglienza, garanzia dei diritti delle persone.

 

Come valuta il modo in cui il governo Renzi sta gestendo l’emergenza immigrazione?

Renzi ha sottovalutato il problema. Sperava di ottenere in tempi brevi la cooperazione degli altri Paesi europei, mentre nella realtà l’Ue non riesce a decidere. Tra l’Italia che non è mai stata attrezzata e l’Europa che non riesce a rispondere in tempi rapidi, abbiamo sotto gli occhi il risultato finale.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
18/06/2015 - Caos Migranti (delfini paolo)

Gentile don Zerai, mi scusi ma non sono d'accordo,con tutto il rispetto possibile nei Suoi confronti.L'Ungheria ha fatto benissimo, secondo me, a costruire il muro. Anche i Paesi del Sudeuropa, quello nostro incluso, non sono più in grado di accogliere migranti. Per cui io, personalmente, sono favorevole a blindare le frontiere. Mi chiedo, però, perché tutti questi ragazzi non cercano di emigrare verso Paesi ricchi e in ascesa come Arabia saudita, Qatar, Oman, Kuwait, Emirati arabi, Malesia, ecc, che sicuramente hanno bisogno di lavoratori stranieri e che possono dare loro quindi molte prospettive, che da noi non ci sono purtroppo più? Distinti saluti.

 
18/06/2015 - Lla mia patria mi educa alla carità (claudia mazzola)

Mi sento così impotente e inutile difronte agli immigrati. Poi penso: ma io sono cittadina di qui, ed il mio paese li sta accogliendo, quindi da italiana sto contribuendo!

 
18/06/2015 - Una domanda a don Zerai (Giuseppe Crippa)

Caro don Zerai, non sarà che forse gli italiani ritengano nel loro intimo che è bene accogliere ma che non è umanamente giusto prima ancora che economicamente possibile garantire ai nuovi arrivati tutto il welfare costruito da generazioni di italiani per sé e per i propri figli? Immagino che se si proponessero per questi nuovi immigrati livelli differenziati di welfare (per essere estremamente chiaro: un accesso differenziato alle cure mediche, all’istruzione ed all’abitazione che tenga conto delle preminenti esigenze dei cittadini italiani) prima di arrivare gradualmente ad una integrazione Lei si opporrebbe in nome di un malinteso egualitarismo anche se questa potrebbe essere la via per stemperare l'inquietitudine e la diffidenza crescenti. Mi piacerebbe rispondesse in una prossima intervista e La ringrazio fin da ora.