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STRAGE A CHARLESTON/ "Armi troppo facili" (Obama) o evidenze perdute?

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Ci sono delle cose "evidenti" nella vita. Ci sarebbero, o c'erano. Erano evidenti per i miei  nonni, per i miei genitori, lo sono anche per me. Persino negli anni della segregazione razziale gli uomini "sapevano". Sapevano, riconoscevano una "evidenza", ma le preferivano il possesso ed il dominio, così come possiamo fare anche noi nei nostri rapporti quotidiani, al lavoro, e persino in famiglia. Ma queste evidenze alla radice del nostro essere sembrano in via di estinzione. E quella razziale non è l'unica evidenza che neghiamo. Abbiamo addirittura perso le tracce dell'uomo e della donna, di quel che l'uomo e la donna "evidentemente" sono. Perché stupirsi se qualcuno sceglie la strada della violenza? Senza "evidenze" ognuno è schiavo della propria "libertà", ognuno fa i conti solo con la propria istintività. 

E se l'espressione "perdita delle evidenze" ci suona strana e astratta, ahimè, vuol dire che le stiamo proprio perdendo. Ed il primo sintomo di questo impoverimento umano è che qualunque cosa accada, qualunque bruttura e violenza ci scorra davanti, l'unica cosa che cresce in noi à la paura della morte, cioè l'egoismo.

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COMMENTI
19/06/2015 - crollo delle evidenze educative (antonio petrina)

Che sia razzismo o meno, i fatti di charleston evidenziano il crollo dell'evidenza educativa, sottolineata urgentemente dalla seconda prova di maturità pedagogica dei licei di scienze umane dettato dal MIUR per il 2015: "in che senso il lavoro può diventare educativo?".