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IL CASO/ Perché Obama attacca Mosca e non l'Isis?

Pubblicazione:martedì 23 giugno 2015

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Cosa non casuale, secondo molti, che vedono in questo frangente una sorta di cambio di erede dinastico, magari perché non arabo e dunque difficilmente accettabile da parte della Umma islamica globale. Un quadrante da sempre infuocato dal punto di vista religioso e politico quello del Caucaso, che però non da oggi diventa cruciale nella sfida al jihadismo internazionale: così cruciale che ancora oggi le elite governanti nel mondo stranamente vedono in Putin e non in Al Baghdadi il nemico da debellare. Tanto che lo stesso Obama ha curiosamente lasciato intendere il possibile utilizzo di truppe di terra in Ucraina contro Mosca e non in Iraq e Siria contro Isis.



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