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INTERCETTAZIONI/ Castagnetti: a Obama non conviene "allargare" troppo l'Atlantico...

Pubblicazione:giovedì 25 giugno 2015

François Hollande (Infophoto) François Hollande (Infophoto)

Non credo che il presidente degli Stati Uniti fosse a conoscenza delle intercettazioni ai danni dell’Eliseo. Probabilmente si è trattato di un’iniziativa degli stessi tecnici americani che l’hanno realizzata. Se ci fosse un’implicazione dei massimi vertici sarebbe un fatto indecente.

 

E se davvero l’ordine fosse partito dalla Casa Bianca?

E’ un fatto che non posso escludere al 100 per cento, però non ci credo. Il rischio di essere scoperti era troppo alto, tanto è vero che poi è avvenuto, e il gioco non valeva la candela. Quando i Paesi europei hanno degli interessi diversi dagli Stati Uniti, devono anche avere il coraggio e la volontà di dirlo in occasione degli incontri bilaterali. Non avrebbero nessun vantaggio a nasconderlo e a tramare contro gli Stati Uniti. Gli interessi diversi si dichiarano apertamente, perché siamo alleati, e gli alleati non devono essere per forza d’accordo su tutto ma solo sull’essere franchi e leali.

 

Come è possibile che un tecnico di sua spontanea iniziativa compia un’azione così rischiosa come spiare un capo di Stato?

L’obiettivo iniziale era intercettare possibili attività terroristiche, e ovviamente i terroristi ci sono anche in Europa. Da qui si sono continuamente allargati, ed è andata a finire che per intercettare eventuali colloqui di terroristi nel Vecchio Continente hanno ascoltato anche conversazioni telefoniche tra politici. Bisogna vedere se ci sia stata anche la volontà specifica di farlo. Se così è stato, un funzionario che di sua iniziativa prende il provvedimento di intercettare un capo di Stato è un fatto di non poco conto.

 

(Pietro Vernizzi)



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