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ATTENTATI TUNISIA E FRANCIA/ Eid: è il ramadan di sangue di chi si nasconde in casa nostra

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E’ chiaro che è indispensabile una risposta militare proprio per l’urgenza di debellare l’Isis. Secondo notizie trapelate nelle settimane scorse dall’amministrazione americana, ci vorranno anni per sconfiggere l’Isis. Una risposta di questo tipo è a dir poco deludente. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a una continua espansione territoriale dell’Isis, nonostante i jihadisti abbiano dovuto battere in ritirata su diversi fronti come Kobane. Hanno però occupato Palmira, preso Ramadi e si sono allargati su diversi fronti. Ci deve essere quindi una risposta militare, ma non ci si può limitare a quest’ultima.

 

Di quale altra risposta c’è bisogno?

Serve una risposta “ideologica” dell’islam moderato, che ancora fatica a opporre una sua tesi valida, fondata e strutturata all’estremismo propagandato da Isis con tutti i mezzi. A muoversi in prima linea in questo caso non dovrebbero essere i governi occidentali, bensì l’islam europeo. Mi riferisco per esempio alla comunità francese, tedesca, britannica, che si deve rendere conto di avere mandato migliaia di combattenti in Siria e Iraq. L’islam europeo ha il dovere quantomeno di chiedersi perché.

 

(Pietro Vernizzi)

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