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NOZZE GAY/ Il Texas contro la Corte suprema: sì all'obiezione di coscienza

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Dopo la sentenza della Corte suprema americana che ha dichiarato che le nozze gay devono essere riconosciute e legalizzate in tutti gli stati dell'Unione, il Texas si schiera contro.  Ken Paxton, responsabile della giustizia del Texas, ha invitato i funzionari comunali che lo desiderano a rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay. "Gli addetti (alle nozze) delle contee e i loro impiegati conservano le loro libertà religiose e quindi possono rifiutarsi per motivi religiosi  di concedere una licenza di matrimonio a persone dello stesso sesso", ha dichiarato Paxton. Ha poi aggiunto che  "i giudici di pace (funzionari pubblici che tra l'altro celebrano matrimoni negli Usa, ndr) così come i giudici allo stesso modo conservano le loro libertà religiose e possono sostenere che il governo non può obbligarli a celebrare cerimonie tra persone dello stesso sesso se queste sono contrarie alla loro religione". Naturalmente chi lo farà potrà essere denunciato ma il ministro texano ha fatto sapere che chi verrà denunciato avrà assistenza legale gratuita da parte dello stato: "Numerosi avvocati sono pronti ad assistere i loro diritti religiosi gratis ed io personalmente farò tutto quanto in mio potere per difenderli".



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