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DALLA GRECIA/ Strade deserte, code ai bancomat e la "trappola" del referendum

Pubblicazione:martedì 30 giugno 2015

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"Il primo ministro - si leggeva ieri sul foglio economico on-line "Reporter" - ci ha assicurato che i nostri conti e i nostri stipendi e pensioni sono al sicuro. Diciamo che gli crediamo. Ma con la verità ci saremmo sentiti meglio, se ci avesse detto quando potremo avere in mano nostra i soldi e con quale moneta. Purtroppo questo non lo ha detto, così come nessuno ci ha spiegato come le banche  troveranno i soldi per pagare conti, stipendi e pensioni lunedì prossimo. Ciò che ci ha preoccupato maggiormente è stato il suo consiglio per essere 'pazienti e freddi'. Quel consiglio suonava traumatico".

Nelle stesse ore in cui Tsipras si rivolgeva alla nazione davanti ai bancomat si erano formate lunghe file. Un bancomat senza coda era il segno che era vuoto. E la processione è andata avanti per due giorni. Curioso il caso dei due bancomat del Parlamento: sabato mattina alle 10 erano già vuoti. Un bancario ha provveduto alla sua "ricarica" e si è riformata la fila composta da numerosi ministri e parlamentari Syriza. Sempre sabato mattina, erano trascorse poche ore dall'annuncio del referendum, le strade del centro di Atene erano vuote. 

Domenica mattina alle 11, l'Attikì Odos, la tangenziale che abbraccia da est a ovest la capitale, era deserta. Nessuno si era mosso da casa per raggiungere la casa al mare. Tutti in fila, a scambiarsi opinioni e angosce. Ieri mattina, strade deserte (la foto qui sotto è stata scattata alle 11 di fronte all'hotel Hilton - uno dei crocevia più trafficati del centro di Atene), super-market presi d'assalto (preferenze per scatolame, riso, spaghetti e carta igienica) e lunghe file ai bancomat che in tarda mattinata hanno aperto i rubinetti: si ha diritto a ritirare 60 euro. Un italiano che commercia in prodotti ittici tra Grecia e Italia ha bloccato un ordine di 50 mila euro. "Aspetto di capire che cosa succede". Anche lui come tanti altri.




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