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Esteri

UCRAINA/ Gli errori di Obama e Ue preparano un'altra guerra?

La tregua in Ucraina è sempre più a rischio e con essa la possibilità di una soluzione pacifica del conflitto. Le responsabilità di Russia e Occidente. CARL LARKY

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La fragile tregua in Ucraina sembra essere sempre più difficilmente mantenibile, mentre continua l’esibizione muscolare di Stati Uniti, Russia e, nel Pacifico, Cina, in un gioco che si fa decisamente pericoloso. Come usuale, ciascuna delle parti accusa l’altra per la rottura della tregua e per il conclamato fallimento degli accordi di Minsk che dovevano assicurare l’avvio di trattative concrete per la soluzione di questa tragica situazione, che ha causato più di 6mila morti e almeno 1,2 milioni di profughi.

Questo scambio di accuse non riguarda solo le parti direttamente in conflitto, separatisti filo-russi e governo ucraino, ma anche i loro sponsor, da una parte la Russia e dall’altra gli Stati Uniti con Bruxelles - dico Bruxelles perché le posizioni dei singoli Stati Ue non sono certo univoche.

In questa guerra di posizione, nessuna sembra più porsi la domanda su come si è arrivati a questo. O meglio, si danno per scontate anche qui due risposte contrapposte: da un lato, le mire espansionistiche della Russia di Putin, dall’altro, il tentativo occidentale di portare l’Ucraina in Ue in funzione antirussa. Il dramma è che entrambe sono vere ed è qui l’origine del conflitto, al di là di tutte le fittizie discussioni sul diritto internazionale, violato da entrambe le parti che hanno abbondantemente interferito nelle questioni interne del Paese.

L’Ucraina odierna è un lascito dell’Unione Sovietica, disegnata come una provincia dell’impero sovietico, con una minoranza russa, aumentata poi dal conferimento di Krusciov della Crimea, per “russificare” questa come le altre “province”, imitando la politica zarista. Al dissolvimento dell’Urss erano inevitabili le pretese russe sulle zone abitate da russofoni e l’Ue avrebbe dovuto operare per far sì che l’Ucraina diventasse un ponte tra Europa occidentale e Russia, non trasformarla in un campo di battaglia.

Le responsabilità russe sono incontrovertibili, a partire dalla presenza militare in Ucraina orientale, ma se Bruxelles non avesse seguito pedissequamente l’ottusa politica americana di accerchiamento della Russia, la sorte dell’Ucraina avrebbe potuto essere diversa. Sarà bene ricordare che Bruxelles non ha avuto remore ad accordarsi con Yanukovich, fintanto che costui era favorevole ad entrare nell’Ue.

Un’altra domanda che non viene posta è che cosa realmente vogliano le popolazioni russe dell’Ucraina orientale, se si sentano ucraini o russi, se vogliano diventare cittadini russi o se vogliano restare cittadini ucraini, ma a diverse condizioni, per esempio in uno Stato federale che riconosca la lingua russa come ufficiale accanto all’ucraino, e via dicendo. Tutte cose che, se discusse prima del conflitto, avrebbero potuto portare a una soluzione pacifica, alla quale ora è molto difficile pensare.


COMMENTI
07/06/2015 - le responsabilità di russia e occidente (gianni iannelli)

messaggio per l'articolista: non voglio dire che sei in malafede, perciò dico che non sei ben informato (il che è ancora più grave).