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Esteri

ABORTO COMPASSIONEVOLE/ Stupri di guerra: leader religiosi chiedono l'interruzione di gravidanza

Associazioni che riuniscono diverse fedi religiose chiedono il libero accesso all'aborto per le donne che sono state stuprate in zone di guerra, ecco di cosa si tratta in questa notizia

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Le donne che hanno subito stupri in zone di guerra e che sono rimaste incinte devono poter abortire. Lo chiedono i leader di associazioni religiose cristiane, islamiche ed ebraiche americane riunite nella Religious Coalition for Reproductive Choice (RCRC) e nel NGO, Centre for Health and Gender Equity, associaizoni che riuniscono persone di fedi diverse che sostengono l'aborto in alcuni casi. La legge americana sull'aborto infatti contiene un emendamento, il cosiddetto emendamento Helms, che vieta di impiegare soldi americani in territori non americani per l'interruzione di gravidanza, a meno che la vita della donna non sia in pericolo. Secondo quanto riporta il Washington Post, le associazioni, durante un convegno tenutosi nei giorni scorsi nella capitale americana, hanno sostenuto che l'aborto in caso di stupro non è da intendersi come "pianificazione familiare", ma piuttosto un sostegno necessario per ogni donna vittima di stupro. "Lo stupro è uno strumento di guerra, e in mezzo a quell'inferno, le donne e le ragazze che sono sopravvissute a tali atrocità meritano l'accesso alla completa assistenza post-stupro, compreso l'accesso all'aborto compassionevole" si legge nel documento stipulato dalle associazioni.

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