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TURCHIA/ La "sconfitta" di Erdogan? Ecco cosa cambia

Selahattin Demirtas (Immagine dal web) Selahattin Demirtas (Immagine dal web)

Per quanto attiene, invece, al teatro libico, la Turchia non hai mai fatto segreto, assieme al Qatar, di stare dalla parte del "governo" islamico di Tripoli, mentre la comunità internazionale con l'Egitto e il resto dei Paesi del Golfo sostengono il governo legittimo di Tobruk. E' innegabile che questa posizione abbia isolato ulteriormente Ankara allontanandola non solo dall'occidente ma anche da alcuni vicini arabi, l'Egitto di Al-Sisi in primis. Ora, è certamente azzardato credere che il risultato elettorale — che peraltro vede sulla carta il partito di Erdogan vincitore con il 40,8% circa delle preferenze — possa modificare la bilancia della politica estera di Ankara, ma è plausibile ipotizzare che un partito curdo nel governo potrebbe in qualche modo mettere almeno in discussione certe posizioni in politica estera.

In sintesi, cosa potrebbe accadere ora in Turchia? La risposta dipende, è evidente, da come si muoveranno i partiti nel dopo elezioni e in particolare dalla possibile formazione di un governo di coalizione o dall'indizione di elezioni anticipate. In ogni caso non c'è dubbio che, nonostante le mire del sultano, la democrazia in Turchia sembra avere un'altra chance. Staremo a vedere se, chi e come sarà in grado di coglierla.

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