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DALLA GRECIA/ Rimpasto o elezioni anticipate: ad Atene sono partite le "scommesse"

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

Si vedrà se Tsipras avrà la forza di imporre la sua linea. Al momento ha fatto la sua scelta: prima l’interesse del Paese e poi il partito-caleidoscopio. I suoi precedenti non sono confortanti. In questi mesi non ha avuto la forza di dimettere Yanis Varoufakis. La sua presenza faceva parte della strategia ateniese? In questo caso, Varoufakis, esperto commediante, ha esaurito il suo ruolo. Oppure Tsipras pensava che gli argomenti ludo-bizantini del suo ministro avrebbero narcotizzato la platea europea. Scegliere Varufakis è stato uno sbaglio che la Grecia ha pagato caro; o meglio, ha pagato e continuerà a pagare. 

All’Università Aristotele di Salonicco, il procuratore contabile che ha spulciato i conti del Fondo speciale per la ricerca ha scoperto che negli ultimi quindici 4,5 milioni sono stati elargiti ai ricercatori in maniera illegale, che alcuni ricercatori non hanno dichiarato le remunerazioni extra per aver partecipato a programmi di ricerca, che sono stati spesi 90 mila euro per “pranzi e cene” consumati nel corso delle ricerche, che per i loro spostamenti i ricercatori hanno speso 28 mila euro. E avanti tutta tanto i finanziamenti arrivavano dallo Stato. E se la magistratura avesse volontà, mancherebbe comunque il personale, di indagare sugli sprechi del pubblico denaro, molti buchi di bilancio verrebbero tappati. Ne guadagnerebbero il contribuente, e forse la ricerca scientifica.



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