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IRAN / Raggiunto l'accordo sul nucleare, Renzi: speranza di pace regionale

Dopo dodici anni di gelo e venti mesi di trattative, è stato raggiunto l’accordo tra Teheran e le sei potenze mondiali sul programma nucleare iraniano. Il presidente iraniano parlerà alle 14

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L'accordo raggiunto a Vienna sul nucleare iraniano "semina una nuova speranza per un processo di pacificazione regionale". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Sarà impegno dell'Italia supportare attivamente e con ogni mezzo tale processo, con l'obiettivo di giungere a un Medio Oriente finalmente stabile", ha aggiunto il premier secondo cui l'Europa, "attraverso il suo Alto Rappresentante Federica Mogherini che ha brillantemente guidato i negoziati, ha dato oggi di sé il volto migliore, la sua capacità di contribuire alla pace".

L’accordo raggiunto oggi a Vienna "è positivo per l'Iran, è positivo per la Regione ed è positivo per la sicurezza globale". E’ il commento del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz dopo l’intesa sul nucleare in Iran. "E’ un buon risultato per tutti dopo anni di sanzioni e di relazioni tese", ha detto ancora Schulz che ha ricordato il ruolo "centrale" dell'Unione europea e del suo Alto Rappresentante Federica Mogherini: "Sono stati negoziatori credibili e onesti". Ora, ha concluso il presidente del Parlamento europeo, "la fedele applicazione dell'accordo sarà la chiave per avere fiducia duratura, progresso economico e cooperazione diplomatica, ma anche per risolvere i conflitti regionali".

L'accordo raggiunto sul programma nucleare iraniano "è un brutto errore di portata storica". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, commentando duramente il punto di incontro raggiunto oggi a Vienna dall'Iran e il gruppo dei "5+1" (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania). "L'Iran avrà un cammino assicurato verso le armi nucleari. Molte restrizioni che avrebbero dovuto evitarlo saranno eliminate", ha aggiunto Netanyahu prima di incontrare a Gerusalemme il ministro degli Esteri olandese Bert Koenders. Sulla stessa linea il giudizio del viceministro degli esteri israeliano Tzipi Hotovely, secondo cui l’accordo “è una storica resa dell'Occidente all'asse del male guidato da Teheran".

"Credo che sarebbe da irresponsabili rinunciare a questo accordo. Sono fiducioso che verranno rispettati gli interessi di sicurezza nazionale sia degli Stati Uniti che dei nostri alleati". Lo ha detto Barack Obama invitando il Congresso Usa ad approvare l’accordo raggiunto con l’Iran per limitare il programma nucleare. In caso di voto contrario, il numero uno della Casa Bianca ha minacciato di porre il veto perché "senza un accordo aumenterebbe la probabilità di altre guerre nel Medio Oriente”. Con questo traguardo storico, ha aggiunto il presidente Usa, "la comunità internazionale potrà verificare che l'Iran non sviluppi l'arma atomica. Teheran sarà privata del 98 per cento delle sue attuali riserve di uranio arricchito. E' un accordo che non si basa sulla fiducia ma sulla verifica. Se l'Iran violerà l'accordo tutte le sanzioni saranno ripristinate e ci saranno serie conseguenze. Nessun accordo avrebbe significato nessun limite al programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti manterranno le sanzioni contro l'Iran collegate alla violazione dei diritti umani".

Commentando l'accordo raggiunto, il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato come esso si basi non sulla fiducia, ma sulla verifica. L'Iran, ha aggiunto, dovrà eliminare il 98% delle riserve di uranio arricchito che oggi gli permetterebbero di fabbricare dieci bombe atomiche. Ha poi citato John Kennedy: "Non negoziamo mai sulla base della paura, ma non abbiamo paura dei negoziati". Per Obama, l'accordo raggiunto dimostra che la diplomazia può portare a cambiamenti reali. Un accordo, ha detto infine, che evita il ricorso alla forza militare, forza che, ha spiegato, non esiterebbe a usare se la sicurezza del suo paese fosse a rischio.

Dopo dodici anni di gelo e venti mesi di trattative, è stato raggiunto l’accordo tra Teheran e le sei potenze mondiali sul programma nucleare iraniano. Il presidente iraniano Hassan Rouhani parlerà in tv alle 14, ora locale, alle 11.30 in Italia, per illustrare i dettagli dell’accordo. Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania si sono riunuti nelle stanze del palazzo ottocentesco del Coburg Palace di Vienna, dove è stato trovato l’accordo e a mezzogiorno verrà letta una dichiarazione sulla conclusione dei negoziati dall’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e dal ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Intanto in mattinata è previsto un nuovo incontro tra l’Iran e le sei grandi potenze, quindi seguirà una conferenza stampa. In sintesi l’accordo prevede limiti in modo che il programma atomico iraniano non venga modificato per produrre armi nucleari. L’Iran in cambio non dovrà pagare le sanzioni economiche che gravano sulla sua economia. Una serie di incontri che vanno avanti dallo scorso 27 giugno. Poi nella notte ci sono state le riunioni tra il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif, il segretario di Stato Usa John Kerry e l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Federica Mogherini. Contemporaneamente i vice ministri iraniani degli Esteri Majid Takht e Ravanchi e Abbas Araqchi si sono riuniti con gli omologhi europei e statunitensi. E ancora nella notte, Zarif ha incontrato il capo della diplomazia di Londra, Philip Hammond, il tedesco Frank – Walter Steinmeier e i negoziatori del “5+1”. (Serena Marotta)

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