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Esteri

NUCLEARE/ Herzog: grazie a Obama ora l'Iran avrà un'atomica puntata su Israele

Hassan Rouhani (Infophoto)Hassan Rouhani (Infophoto)

Ne dubito fortemente. Non è stato soltanto l’ex presidente, Ahmadinejad, ad avere chiesto la distruzione di Israele. Alcuni mesi fa la stessa Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ha pubblicato su Twitter un documento dal titolo: “Nove modi per distruggere lo Stato d’Israele”. La leadership di Teheran, nello stesso momento in cui negoziava con gli Usa sul nucleare, continuava a chiedere che Israele fosse raso al suolo. Non vedo quindi nessuna possibilità di una posizione più moderata di Teheran nei confronti di Israele. Il governo di Teheran è guidato da un’ideologia che mira alla distruzione di Israele, e non a una soluzione “due popoli due Stati”, in cui israeliani e palestinesi possano vivere l’uno al fianco dell’altro in pace e sicurezza.

 

L’Iran non è un unico blocco monolitico. Se si apre all’Occidente prevarranno i moderati come Rouhani?

In Occidente ci sono grandi speranze sul fatto che una volta siglato l’accordo, ciò rafforzerà gli elementi più pragmatici come Rouhani. In realtà le nuove risorse di cui potrà beneficiare l’Iran andranno ai Guardiani della Rivoluzione, considerati come i falchi. Chi comanda realmente a Teheran non è Rouhani bensì l’ayatollah Khamenei, la cui posizione è che tanto Israele quanto gli Stati Uniti sono dei nemici. Dubito che Rouhani rimarrà al potere abbastanza a lungo per cambiare l’orientamento di fondo dell’Iran. Spero e prego perché ciò avvenga, ma dobbiamo essere realisti e sarei sorpreso se alla fine prevalesse la linea pragmatica del nuovo presidente.

 

Il presidente siriano Assad esce rafforzato da questo accordo?

E’ possibile. Assad si trova sotto una pressione molto forte e sta perdendo terreno. Ma ora l’Iran consolida il suo ruolo regionale, e avrà maggiori risorse economiche per tenere in vita il regime di Damasco. Negli ultimi tre anni, dall’inizio della guerra in Siria, l’Iran pur essendo sottoposto a sanzioni ha investito miliardi di dollari per evitare una caduta di Assad. Ora che Teheran si trova con più risorse a sua disposizione, potrà sostenere il regime di Damasco come gli pare e piace.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
15/07/2015 - Vienna 2015 chiama Monaco 1938? (Carlo Cerofolini)

Ma non è che l’accordo fatto con l’Iran sul nucleare dai 5+1 – con gli Usa di Obama in testa – ricordi i patti di Monaco del 1938 sottoscritti da Gran Bretagna e Francia con la Germania nazista, dopo di che però, nel 1939, scoppiò la seconda guerra mondiale? Speriamo di no, anche perché questa volta ci sono di mezzo le bombe atomiche.