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GEO-POLITICA/ Le sanzioni alla Russia, l'ultimo autogol di un'Europa miope

Nuovi scenari geopolitici internazionali: i Brics Nuovi scenari geopolitici internazionali: i Brics

Esatto, tra l'altro la presidenza di turno è tenuta da Putin e sarà formalizzata la nuova banca degli investimenti dei Brics, un fondo finalizzato per le grandi infrastrutture di quei vari paesi che possano averne bisogno. I Brics, come del resto la banca cinese delle infrastrutture, vogliono fare da sé senza più affidarsi alla Banca mondiale o al Fmi. Cambiano dunque gli scenari post guerra mondiale, ormai quegli equilibri sono da pensionare, il mondo si sta riorganizzando: altri organismi come l'Unione Euroasiatica (nello scorso maggio si è tenuto a proposito in Italia l'importante Seminario Euroasiatico a cura dell'Associazione Conoscere Eurasia di Antonio Fallico, ndr) o l'Fco che hanno sempre lo scopo di organizzare economia, misure di sicurezza e strategie politiche. 

 

Insomma, l'Occidente sembra davvero aver perso la bussola, cosa ne pensa?
Proprio così, ci sono nuovi attori che sono fuori dalla logica "occidentocentrica" e in questo è ormai evidente che gli Usa, l'Europa e il Giappone che hanno dominato per 15 anni la scena mondiale, ora si ritrovano con una perdita di ruolo centrale e stanno dunque negli ultimi anni cercando di recuperare terreno allargando la propria influenza con la tentata acquisizione di accordi con i Paesi europei orientali. 

 

E qui nasce il "problemino" Ucraina…
Il "problemone" potremmo dire: è evidente che con il tentato allargamento della Nato, l'Ucraina rappresenta un paese strategicamente decisivo e la Russia questo lo teme moltissimo. L'Unione Europea, in politica estera spesso sbilanciata verso l'egemonia statunitense, ha provato ad esercitare un soft power su Kiev ma senza avere la necessaria forza militare e soprattutto economica e qui l'inizio dello sbaglio, con l'Ucraina che è caduta in un pessimo gioco tra due grossi blocchi d'influenza. La Russia teme molto di più il rischio di Nato alle porte piuttosto che una partnership economica tra Ucraina e Ue, di cui davvero importa ben poco alle politiche di Putin. 

 

Dunque il vero problema all'inizio per lo stato ucraino dove è stato?
È uno stato per tradizione storica e culturale diviso da sempre in due parti: una filo europea con tradizione cattolica ed un'altra più vicino alla Russia per la religione ortodossa e non solo. Destrutturarlo è stato molto semplice ed era l'obiettivo sia della Russia che della Nato e ciò è avvenuto puntualmente con tutti i fatti che purtroppo sappiamo benissimo e le conseguenti sanzioni alla Russia putiniana da parte dell'Ue. 

 

Ma quindi il problema delle sanzioni ora nello specifico cosa significa?
L'Europa ha svolto a mio parere una politica strategica molto miope, il fatto di mettere sanzioni commerciali alla Russia dal punto di vista geopolitico e soprattutto economico è un grosso errore che stiamo pagando tutti, forse l'Italia un pochino più degli altri per via delle tantissime aziende italiane che lavorano in Russia. Non possiamo essere così ingenui: la Russia è il più grande paese della massa euroasiatica e non possiamo dimenticare che anche noi facciamo parte di questa massa, dunque bisogna avere degli ottimi rapporti di vicinato sia dal punto di vista economico che da quello energetico. Il dialogo è necessario per tutti. 

 

Forse il punto più intricato da svolgere e da capire: come si possono e se si possono tenere insieme le preoccupazioni per le problematiche sociale e di libertà del popolo ucraino, con invece le altrettante preoccupazioni economiche derivante dalle sanzioni anti Russia?
Dobbiamo prima di tutto pensare che non esiste un buono o un cattivo in questa situazione, pensiamo ad esempio e ben pochi lo ricordano che il governo legittimo in Ucraina è stato esautorato con un colpo di stato e che ad esempio in Crimea, seppure con un referendum molto discutibile, la maggioranza della popolazione locale ha scelto quello che già la loro storia dice, ovvero l'influenza filo-russa. Quindi va raccontata anche questa parte e non solo l'altra con le pur giuste rivendicazioni ucraine filo-europee.  

 

Dunque non si può tenere insieme le due questioni?