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GEO-POLITICA/ Le sanzioni alla Russia, l'ultimo autogol di un'Europa miope

Per Tiberio Graziani la sanzioni alla Russia sono un'assurdità geopolitica che conferma la poca lungimiranza della politica estera dell'Ue. Il futuro globale dipenderà da accordi Usa-Russia

Nuovi scenari geopolitici internazionali: i Brics Nuovi scenari geopolitici internazionali: i Brics

Le sanzioni alla Russia? La crisi ucraina? Sembrano problemi lontani paragonati al gran parlare della Grecia, della sua possibile uscita dall'Europa o di un ridimensionamento del debito. Insomma, la scena geopolitica ed economia in quest'ultimo periodo è dominata dalla crisi ellenica e spesso ci si dimentica cosa succede qualche centinaio di chilometro più in là, in Russia: sono da poco state confermate le sanzioni commerciali da parte dell'Ue contro il Cremlino per la situazione lungodegente in Ucraina. Ma siamo così sicuri che questo non sia un fatto rilevante e da tener presente con molta attenzione per l'Ue e nello specifico per il nostro Paese? E poi, guardando anche ai recenti sviluppi come il summit dei Brics di questi giorni, siamo davvero così certi che la Russia non possa entrare da un momento all'altro con veemenza nella situazione greca proponendo a Tsipras una nuova influenza diversa da quella europea? Per tutti questi interrogativi e per conoscere più nel dettaglio cosa vi sta dietro alle sanzioni russe e alla crisi ucraina, il Sussidiario ha raggiunto un grande esperto di geopolitica internazionale - nello specifico per le tematiche euroasiatiche e mediorientali - come Tiberio Graziani, presidente di IsAG - Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie.

Professore, la situazione delle sanzioni alla Russia è sempre più stringente anche se spesso se ne parla senza molte cognizioni di causa: da dove nascono?
Per capire le sanzioni bisogna prima comprendere meglio la situazione geopolitica antecedente, nello specifico il rapporto tra gli Stati Uniti e la Russia, i veri attori in campo ancora oggi dopo la fine della Guerra Fredda. Un tempo, prima della caduta del muro la situazione globale viveva di un'epoca bipolare tra blocchi contrapposti, russo e occidentale, e questo bilanciava tutte le tensioni mondiali. Ma dopo la caduta del Muro di Berlino quest'epoca è stata sostituita da quella cosiddetta unipolare, con gli Usa come unico ed egemone attore sulla scena mondiale.

E gli altri paesi contrapposti come hanno reagito a questo unipolarità?
Tale periodo lo possiamo datare tra il Muro e la tragedia delle Torri Gemelle di New York e proprio in questo decennio, mentre gli Usa dominavano la scena mondiale come forse quasi mai una nazione aveva fatto nel corso della storia moderna, ci sono stati alcuni paesi che sono riusciti sul versante economico a prendere una certa posizione, emergendo sugli altri: nascono qui i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa).

E la Russia in tutto questo?
Negli ultimi anni del millennio è cambiato molto in casa russa; un nuovo leader infatti si affacciava sulla scena nazionale destinato a cambiare e di parecchio la storia globale, Vladimir Putin. Lui fu il primo leader russo a riportare sotto l'egida dello stato alcuni di quei grandi gruppi economici e militari allontanati e divisi dopo il crollo dell'Urss. Ha usato una nuova influenza geopolitica, se un tempo era il nucleare a creare "alleanze", Putin ha cominciato ad usare il petrolio come "arma di dialogo": nasce qui il nuovo sistema che dura tutt'oggi e che molti analisti definiscono multipolare, più attori in campo e con interessi eterodossi, più difficili da inquadrare perciò.

Quali sono nella pratica i nuovi rapporti che la Russia ha generato?
Negli anni Duemila il Cremlino ha iniziato come dicevo molte azioni multilaterali importanti, per prima cosa con gli altri Paesi dell'Asia centrale sempre stando molto attento a non far apparire la Russia come paese egemone, cercando di non ripetere l'errore del passato. Poi Putin ha stabilito e rafforzato accordi con India e Cina e ha poi allargato lo sguardo diplomatico verso alcuni paesi dell'America del Sud, come ad esempio il Brasile. Lo scenario mondiale è quindi così cambiato con nuovi poli che hanno permesso nuovi aggregati molto influenti, che vediamo molto attivi in questi tempi.

Proprio in questi giorni si tiene infatti il summit dei Brics…