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RENZI IN ISRAELE/ Se il premier "dimentica" il dolore dei palestinesi

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Matteo Renzi  Matteo Renzi

Quale spazio per le aspirazioni culturali, religiose e politiche di milioni di palestinesi, di arabi e di musulmani che guardano a Gerusalemme come “anche “ la loro città? Davanti all’intransigenza israeliana Stati Uniti, Europa, Italia tacciono, anzi fanno un passo indietro. Non è nostro compito decidere il futuro di Gerusalemme, dicono. Che siano le parti in causa a farlo, aggiungono. Il peso delle parti è però totalmente sbilanciato. Gli israeliani sono più forti: militarmente, economicamente ed anche, per lungo tempo, sul fronte delle alleanze internazionali. Ora davanti alla prima grande sconfitta politica di Israele per il raggiunto accordo tra Iran e comunità internazionale sul nucleare, gli Stati Uniti, l’Europa ed anche l’Italia hanno l’occasione e la necessità di una seria riflessione politica sul conflitto israelo palestinese. Possono far finta che non esista; possono abbracciare Netanyahu e credere che la sua politica sul terreno non sia dannosa per un accordo di pace; possono ignorare l’emarginazione in Israele di un milione mezzo di arabo-israeliani; possono anche ignorare le aspettative dei palestinesi e delle loro rappresentanze; possono rifornire di nuove sofisticate armi Israele. Questo possono fare, questo stanno facendo. Invocando la sicurezza di Israele e la comune lotta al terrorismo. Con una sola avvertenza: fin quando il conflitto israelo palestinese non verrà risolto con giustizia, il Medio oriente non avrà pace ed il fondamentalismo islamico avrà più forza. Queste non piccole conseguenze investono anche l’Italia.



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