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RAID ANTI-ISIS/ Castagnetti: così l'Iran ha costretto la Turchia a intervenire

Pubblicazione:sabato 25 luglio 2015

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan

I raid contro l’Isis sono anche un segnale interno per calmare i curdi che lo scorso 7 giugno sono entrati per la prima volta nel Parlamento di Ankara. L’attentato di Soruc messo in atto dall’Isis è avvenuto del resto sul territorio turco, e i 34 ragazzi rimasti uccisi erano curdi ma con cittadinanza turca.

 

Se la Turchia aiutava indirettamente l’Isis, qual è stata la logica dell’attentato di Soruc?

L’obiettivo era colpire la vicina Kobane, un simbolo internazionale della resistenza ad oltranza dei curdi contro l’Isis. Le persone uccise si stavano recando nella cittadina curda per costruire una biblioteca.

 

Il 19 luglio è stato firmato l’accordo sul nucleare iraniano. Può avere avuto un peso in questa vicenda?

Ritengo di sì. In primo luogo sono molto felice che sia stato fatto l’accordo con l’Iran. Finalmente gli americani hanno capito che l’Iran non è il male assoluto, ma una potenza con cui dobbiamo dialogare. E ciò non soltanto per motivi economici, ma anche per stabilizzare un’area pericolosa come il Medio Oriente.

 

L’accordo ha cambiato gli equilibri geopolitici interni al Medio Oriente?

E’ presto per dirlo, ma è un dato di fatto che chi non lo vede di buon occhio l’Iran, oltre a Israele, sono i Paesi sunniti del Golfo: Qatar, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi. I rapporti tra Turchia e Iran invece sono sempre stati normali. Ad avere pesato enormemente sulla posizione della Turchia è stato il fatto che l’accordo sul nucleare tra Iran e Stati Uniti è stato raggiunto con il supporto di Cina, Russia e possiamo dire di tutto il mondo, con la sola esclusione di Israele e Paesi del Golfo.

 

Con quali conseguenze per Ankara?

Finora la Turchia era stata neutrale nei confronti dell’Iran. Dopo l’accordo sul nucleare ha capito che la sua posizione doveva cambiare e diventare più favorevole a Teheran.

 

Che cosa c’entra questo con i raid contro l’Isis?

Siccome l’Iran è già attivo, soprattutto attraverso le sue forze speciali, per aiutare le forze irakene contro l’Isis, anche questo può avere giocato un ruolo. La Turchia ha capito infatti che era ora di smetterla di “sostenere” l’Isis e che doveva tenere un atteggiamento più consono, altrimenti la conseguenza sarebbe stata quella di isolarsi dal mondo.

 

Davvero la Turchia corre questo rischio?

Sì. Non dimentichiamoci che la Turchia gioca un ruolo molto importante anche in Libia. Il governo di Tripoli è infatti supportato da Erdogan, oltre che dal Qatar, mentre tutto il resto del mondo supporta il governo legittimo di Tobruk.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
25/07/2015 - commento (francesco taddei)

la turchia è intervenuta perché difende il proprio popolo ed il proprio paese, non come noi italiani che dobbiamo andarcene per far posto a stranieri senza documenti per far piacere alla sinistra ed ai suoi clienti cooperativi. e di certo la turchia non fa le cose solo per puro calcolo elettorale. castagnetti non pensi che se lui lo fa allora tutti lo fanno.