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USA & AFRICA/ Sapelli: la guerra di Obama alla Cina parte dal Kenya

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Barack Obama  Barack Obama

La Cina si sta rivelando una potenza aggressiva che mira alla conquista dell’Africa. Beninteso non a una conquista territoriale, perché ai cinesi non importa nulla di crearsi un impero perché sono loro stessi già un impero. I cinesi vogliono conquistare materie prime ed energia da portare in Cina. E’ un fatto ancora più pericoloso, perché drena risorse. E’ quanto sta avvenendo nel Mar Cinese Meridionale ha convinto gli americani a tornare a occuparsi dell’Africa.

 

Che cosa c’entra con l’Africa quanto sta avvenendo nel Mar Cinese?

I cinesi stanno creando piattaforme per basi militari su tutti i territori contesi con Vietnam, Thailandia e Myanmar. Vogliono espandersi militarmente proprio per collegare la Cina all’Africa passando per l’India. La Cina può espandersi nel Mar Cinese e nell’Oceano Indiano solo se si impossessa delle risorse africane. E’ ciò che aveva capito Kissinger, ma che è stato dimenticato da chi è venuto dopo di lui: gli Usa devono essere presenti in Africa per opporsi a quanto sta facendo la Cina in Asia.

 

Perché Obama ha deciso di ripartire dall’Africa e non dal Medio Oriente?

Perché il Medio Oriente non esiste più. Gli Stati arabi si stanno disgregando: Siria e Iraq non esistono più, il Libano forse non è mai esistito e lo stesso Egitto è in crisi. E tutto ciò sta avvenendo proprio per gli errori della politica estera nordamericana. E’ anche per questo che gli Usa hanno avuto la necessità di stringere un accordo con l’Iran. Le conseguenze tragiche della caduta di Gheddafi documentano però quanto Medio Oriente e Africa siano legati tra loro.

 

In che senso?

Anche in Africa è in atto una crisi profonda di questi Stati usciti dall’era post-coloniale, e che è stata accelerata dalla caduta del Colonnello libico. L’unico Stato che resiste è la Repubblica Democratica del Congo, che è però figlia del grande capo marxista Joseph Kabila e quindi potrebbe fare una politica indipendente da Washington. Tutto ciò obbliga gli Usa a occuparsi dell’Africa, ben più del Medio Oriente dove stanno emergendo nuovamente Iran e Turchia quali unici elementi di stabilizzazione.

 

(Pietro Vernizzi)



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