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TURCHIA-ISIS/ La strategia di Ankara che crea problemi a Ue e Usa

Pubblicazione:mercoledì 29 luglio 2015

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Sulla scena vi è però un terzo incomodo rappresentato dai curdi, finora i più decisi oppositori dell'Isis, contro i quali hanno combattuto tenacemente e con successo. Tuttavia, i curdi rappresentano da tempo un problema per la Turchia con le loro richieste di indipendenza. Questa popolazione indoeuropea, musulmana sunnita, è divisa tra Turchia, Iraq e Siria, ma da sempre sogna la creazione di un Kurdistan indipendente. I curdi in Iraq hanno raggiunto una notevole autonomia, grazie anche allo scontro tra arabi iracheni sunniti e sciiti, ma in Turchia sono stati a lungo repressi e una loro organizzazione in particolare, il PKK, è stata dichiarata internazionalmente terrorista.

Forse si ricorderà che il suo fondatore e leader, Abdullah Ocalan, trovò rifugio in Italia tra il 1998 e il 1999 chiedendo asilo politico, che gli fu rifiutato dal governo D'Alema per le pressioni turche e americane. Rifugiatosi in Kenya, fu arrestato da agenti turchi e sta ora scontando l'ergastolo in Turchia. Negli ultimi anni era stato avviato un processo di pacificazione che sembrava prospettare finalmente una soluzione del problema curdo, ma ora anche qui la strategia di Erdogan sembra essere cambiata e, in occasione dell'incontro Nato, ha accomunato i curdi del PKK ai terroristi dell'Isis. Sul campo, i turchi stanno bombardando anche basi curde in Iraq e, affermano i curdi, anche in Siria, dove il PKK collabora con altre formazioni curde nella lotta contro il califfato.

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C'è chi collega questa rottura con la situazione in Turchia dopo le recenti elezioni, nelle quali il partito di Erdogan non ha raggiunto la maggioranza ed è ora in difficili trattative per la costituzione del nuovo governo. Il partito curdo ha invece avuto un buon risultato elettorale e accusa ora Erdogan di voler riaprire la questione curda per andare a nuove elezioni e vincerle presentandosi come il difensore della Turchia dagli attacchi esterni e interni. Rimane il fatto che la ondata di arresti seguita ai vari recenti attentati sembra colpire più il PKK e altri movimenti di sinistra o oppositori del governo che non aderenti all'Isis. La nuova strategia di Ankara sembra quindi porre a Usa e Ue molti più problemi di quanti ne possa risolvere.



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COMMENTI
29/07/2015 - Non tutti sono ISIS (claudia mazzola)

La mia vicina musulmana, oggi ha bussato alla mia porta cristiana. Mi ha portato un pane arabo appena sfornato, caldo e profumato. Ha condiviso con me il pane quotidiano.