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EGITTO/ Netanyahu e al Sisi, patto contro l'Isis (e Hamas)

Pubblicazione:venerdì 3 luglio 2015

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Nell'intervista si accusano anche forze esterne, come i Fratelli musulmani di altri Paesi che avrebbero pianificato l'attacco in incontri in Turchia, un coinvolgimento di Hamas, sia pure indiretto, e l'intervento di non meglio specificati servizi stranieri di intelligence. 

Con molta franchezza, vengono anche evidenziate mancanze nei servizi di intelligence egiziani, giustificate dall'estrema complessità della situazione, valutazione condivisa nell'analisi di un esperto israeliano apparsa sul Jerusalem Post, che mette peraltro in forte rilievo la determinatezza di al Sisi nella sua guerra al terrorismo.

Dall'articolo emerge un dato molto significativo, cioè l'autorizzazione di Israele all'Egitto a dislocare nel Sinai maggiori forze militari di quelle previste dal trattato di pace e il coordinamento  tra i servizi di sicurezza dei due Paesi.

In questo scenario si può immaginare un ulteriore ravvicinamento tra Egitto e Israele, che sta rafforzando il suo dispositivo militare verso il Sinai, che avrebbe come nemico comune non solo l'Isis ma anche Hamas. Non a caso qualche commentatore parla di un possibile nuovo attacco, congiunto?, a Gaza e di una più stratta collaborazione, anche operativa, tra i due eserciti.



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