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RISULTATO REFERENDUM GRECIA/ 2. Il "fattore umano" dimenticato da analisti e giornalisti

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Noi giornalisti voliamo alto anche quando circoliamo per le strade di Atene. Parliamo con testimoni, a cui, purtroppo, non vengono mai rivolte le domande corrette alle persone, ad esempio sulle disfunzioni dello Stato e sui disequilibri sociali di cui anche loro fanno parte, e a volte ne sono complici silenziosi e interessati. Può sembrare banale ascoltare, in Italia, le parole di Matteo Renzi quando afferma che l’Italia non è disposta a pagare i baby-pensionati greci, visto che noi italiani le abbiamo abolite. In Atene invece questa “banalità” ha una valenza diversa, perché, nonostante i moniti europei ad abolire questo privilegio che grava sul bilancio statale (soprattutto negli ultimi quattro anni), i governi ellenici hanno continuato a permettere a molte persone di andare in pensione a 55-60 anni. Un privilegio uguale un voto, un voto in più la mia sopravvivenza al potere. E non si creda che questi baby pensionati si ritirino a vita privata. Semplicemente continueranno a lavorare, ma in nero. Condannano un giovane disoccupato ed evadono le tasse. 

Comunque sia: i “patrioti” sanno perché dicono No, così pure i “traditori” sanno perché votano Sì. Ho usato due parole “pesanti” (dimenticate dal lessico sociale e politico italiano) che ho preso a prestito dagli slogan dei fautori del No, e dai loro commenti sul social-media (non cito le parolacce e gli insulti). D’altra parte mi sorregge anche la logica usata dal primo ministro. Dice Tsipras: il No nel referendum è la posizione dei greci orgogliosi che combattono per la patria contro gli autarchici europei, mentre il Sì è la posizione dei greci asserviti allo straniero che si schierano con il nemico europeo. Nel suo messaggio ha per caso riferito che il voto dei suoi concittadini riguarda anche il futuro dell’Europa? No. E parliamo di democrazia.

È vero, il referendum è un suo strumento, ma si dovrebbe chiedere alla Presidente del Parlamento - organo supremo di rappresentanza di tutti i greci - e seconda carica dello Stato la ragione per cui di fronte al sede del Parlamento, venerdì sera, è apparsa alla folla del No con il braccio sinistro teso e il pugno chiuso. Immagine di tempi ormai archiviati nella storia, per noi, ma non per alcuni di loro, i greci intendo. E sempre sul referendum. Se vincerà il No, alla percentuale definitiva si dovrà sottrarre almeno il 5% dei voti espressi dai neo-nazisti (i comunisti si astengono). Anche loro sono per il No, con il corollario che chiedono il radicale distacco della Grecia dall’Europa. Se ne parlerà? Forse no. Tanti segnali inquietanti di cui nessuno finora ha parlato. 



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