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RISULTATO REFERENDUM GRECIA/ 2. Il "fattore umano" dimenticato da analisti e giornalisti

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Continuo a leggere i quotidiani italiani che si arrovellano sui possibili scenari che si innescano da oggi. Tutti sostenibili, condivisibili che però non tengono in alcun conto il “fattore umano” di coloro che sono sia al potere e sia all’opposizione. In caso di sconfitta del No, non è certo che qualcuno lascerà facilmente il potere, così come i “syrizei” e i clerico-nazionalisti appoggeranno un governo di “salvezza nazionale” (l’opposizione dispone solo di 106 voti). Se vincerà il No, il primo ministro volerà a Bruxelles per trattare. Su quali basi? Verrà accolto a braccia aperte? E se qualora, ipotesi, si andasse alle elezioni (dopo aver esaurito le procedure che prevede la Costituzione, nel caso che in cui sia trascorso meno di un anno dalle ultime consultazioni) i greci dovranno scegliere tra facce politiche ormai screditate, alcune di ieri, altre di oggi. Ma dello spessore politico della “casta” nessuno ha sprecato inchiostro, spazio e analisi. Ecco in sintesi che cosa potrebbe riservare ai greci il futuro prossimo, parliamo di pochi mesi. Votare questi giovani “dilettanti” o votare i vecchi “farabutti”? E allora chissà se questo referendum creerà le condizioni politiche che obbligheranno tutti i partiti a sedersi attorno a un tavolo per discutere il futuro del Paese, e non certo il futuro dell’Europa dei burocrati.

Ottima ipotesi, dice un mio amico accademico, che però mi obietta: ma quale faccia avranno questi “nuovi” politici disposti al dialogo? E risponde: purtroppo le solite facce - Samaras, Karamanlis, Venizelos, Tsipras e le loro seconde file - tutte screditate. Purtroppo perché l’unica novità del panorama politico è il “Potami”, ma guarda caso è una formazione finanziata da un oligarca, e dalla società civile nessun segnale. Restano due certezze: i comunisti, quelli originali e coerenti, e i neo-nazisti, quelli in galera in attesa di giudizio. Siamo alla catarsi? Per Socrate la catarsi è il risultato del dialogo, quello condotto, come scrive Platone, che porta alla purificazione, alla liberazione da quelle croste dell’ignoranza presuntuosa che crede di possedere saperi definitivi. 

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