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Esteri

GREXIT?/ 2. Posselt (CSU): Tsipras è l'unico vero ostacolo alla ripresa di Atene

Per BERND POSSELT, l’unico problema della Grecia è la presenza al governo di Tsipras. Prima della vittoria di Syriza Atene era sulla buona strada proprio come Spagna e Irlanda

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“L’unico problema della Grecia è la presenza al governo di Tsipras, sostenuto da una coalizione composta da comunisti ed estrema destra. Fino a prima della vittoria di Syriza Atene dal punto di vista economico era sulla buona strada proprio come Spagna e Irlanda”. Lo afferma Bernd Posselt, politico bavarese della CSU ed ex europarlamentare, secondo cui “lo scenario di un’uscita della Grecia dall’euro è impossibile. Lunedì Atene finirà i soldi e prima di allora dovrà tornare sui suoi passi”. Ieri Tsipras parlando al parlamento europeo ha chiesto “un taglio del debito per poter essere in grado di restituire i soldi: ricordo - ha aggiunto il premier greco - che il momento di massima solidarietà nella Ue è stato nel 1953 quando venne tagliato il 60% del debito tedesco, dopo la Guerra”.

Posselt, che cosa ne pensa del discorso di Tsipras al Parlamento Ue?

Non sono d’accordo con quanto Tsipras ha affermato nel suo discorso. Figure autorevoli come Manfred Weber, leader del Ppe, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk hanno sottolineato che Tsipras non ha detto la verità durante l’intero negoziato e che continua a non dire la verità anche nel suo ultimo discorso. E quindi il premier greco non è un partner veramente serio.

Lei può contraddire Tsipras quando afferma che la Grecia è stato un “laboratorio” di austerità, ma “l’esperimento non ha avuto successo”?

La nostra politica non è stata l’austerità. Personalmente sono contrario a qualsiasi forma di austerità, anzi rifiuto la stessa parola “austerità”. La nostra idea è l’economia sociale di mercato che è praticata nell’Unione Europea e che è parte del Trattato di Lisbona, e dunque tutti gli Stati membri devono accettarla. Abbiamo bisogno di una politica economica ragionevole. In questo momento siamo molto vicini a un’uscita di Atene dall’euro, che sarebbe molto tragica per la Grecia. Chiedo quindi a tutti di essere ragionevoli e di trovare la soluzione giusta.

Il punto è che negli ultimi cinque anni i governi greci hanno fatto tutto ciò che ha detto l’Ue, eppure la loro economia non si è ripresa…

Anche questo non è vero. L’economia greca con Antonis Samaras era sulla buona strada prima che Tsipras salisse al potere. Fino al 2014 Atene stava seguendo un percorso positivo simile a quello di Spagna, Portogallo, Irlanda e specialmente Italia. Il problema della Grecia è questa combinazione di comunisti ed estremisti di destra. E’ molto interessante vedere nel Parlamento europeo che comunisti e fascisti sono accomunati nell’opposizione all’euro, e si dimostrano entrambi amici di Tsipras.

Per Weber (Ppe), “con il referendum Tsipras ha distrutto la fiducia in Europa”. Come è possibile mancare così di rispetto nei confronti di un popolo che esprime democraticamente la sua scelta?

Lei mi parla di fiducia. Per far rinascere la fiducia occorre che domenica si riesca a trovare un vero accordo e ci sono buone possibilità di riuscirci. La gente pensa che Grexit sia molto vicina, e questo è vero, ma sta a Tsipras prendere la decisione giusta. La Grecia avrà ancora denaro fino soltanto a venerdì, e per sopravvivere la prossima settimana Tsipras dovrà mettere sul tavolo dei fatti. Per creare dei fatti c’è bisogno di fiducia, e proprio per questo domenica prossima sarà un giorno decisivo.

Alla fine si riuscirà a trovare un accordo?