BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ISIS/ Colpire la regina Elisabetta? Nel mirino ci sono i musulmani d'Occidente

La regina Elisabetta con Filippo di Edimburgo (Infophoto) La regina Elisabetta con Filippo di Edimburgo (Infophoto)

I bombardamenti aerei, per quanto mirati, provocano molte vittime tra i civili, diventando armi di propaganda per il califfato. Per quanto fasullo lo si consideri, esso facilita pericolose strumentali identificazioni da parte di altre organizzazioni che, con metodi terroristici, controllano anch'esse territori, come Boko Aram in Nigeria.

Compiere atti terroristici, anche particolarmente efferati, non basta a definire compiutamente chi li compie e ciò appare tanto più evidente in quest'anno in cui si ricorda la distruzione di due città e della loro popolazione civile ad opera di uno Stato che si propone come campione delle libertà e della democrazia. E' anche troppo facile immaginare come quelli di Isis, al Qaeda, Boko Aram e simili potranno utilizzare Hiroshima e Nagasaki per dimostrare la strumentalità delle accuse di terrorismo che provengono dall'Occidente. 

La lotta all'Isis può essere condotta più efficacemente prendendo atto della realtà dello stato islamico, uno Stato "canaglia" come si diceva un tempo, come l'Afghanistan dei Talebani, l'Iraq di Saddam Hussein o la Libia di Gheddafi. Anche Hamas è considerata un'organizzazione terroristica, ma ciò non le impedisce di governare la Striscia di Gaza ed essere considerata all'interno delle trattative per la costituzione di uno Stato palestinese.

Preghiamo che "God save the Queen" anche dall'Isis e che insieme a lei salvi il Medio Oriente dall'abisso in cui sta sprofondando. 

© Riproduzione Riservata.