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Esteri

CASO MARO'/ Curti Gialdino: sul Tribunale del mare l’"ombra lunga" degli errori italiani

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Infophoto)Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Infophoto)

Le spiegazioni possono essere diverse. Anzitutto, direi, la preferenza dei politici e dei diplomatici per una soluzione negoziata tra i governi ed una certa diffidenza a devolvere ai giudici la soluzione della controversia. Poi i timori per le indubbie difficoltà giuridiche: non c'è infatti da illudersi che si otterrà facilmente ragione, anche perché l'India ha schierato un'ottima squadra di giuristi. Sono persuaso, tuttavia, che quando, infine, si è optato per la soluzione arbitrale i tempi per porla in atto avrebbero potuto essere molto più rapidi. Un anno buono, se non due, a mio avviso, sono andati persi!

Azzarello ha dichiarato che "l'Italia ha tentato in tutti i modi, attraverso canali formali e informali, di trovare una soluzione concordata. Purtroppo non è stato possibile". Lei cosa ravvede in queste parole, al di là delle intenzioni di Azzarello? Un approccio sbagliato alla questione? o che altro?
L'ho appena detto. Un coacervo di interessi, politici ed economici in prima battuta a ridosso dei fatti e poi, probabilmente, la sottovalutazione dell'India che è una grande nazione, non solo per superficie e popolazione, come peraltro dovrebbe ben sapere chi ha l'abitudine di trattare con loro nei diversi consessi internazionali. 

Certo, se l'Enrica Lexie non avesse attraccato non saremmo a questo punto. Perché un errore così colossale?
Per aver gravemente — posso pure dire colpevolmente — sottostimato le conseguenze che ne sarebbero derivate e che sono sotto gli occhi di tutti. Probabilmente, se dal primo momento chi era chiamato a decidere avesse tenuto debito conto dei pareri dei giuristi, tutta una serie di errori, taluni davvero imperdonabili, sarebbero stati evitati, a cominciare dall'accordo a raggiungere il porto di Kochi nello Stato del Kerala. Ora, però, bando alle recriminazioni. Oggi, più che mai, l'obiettivo è uno solo: mettere in sicurezza Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Se non si dovesse vincere davanti all'Itlos, il lungo procedimento arbitrale comincerebbe purtroppo tutto in salita…

(Federico Ferraù)

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COMMENTI
11/08/2015 - E se fossero solo due balordi? (Moeller Martin)

Perché l'Italia intera si schiera a difesa di 2 militari i quali stando alle poche informazioni che ci hanno fornito risultano essere 2 balordi colpevoli dell'assassinio di due pescatori locali in un atto di puro bullismo? Erano in navigazione a sole 20 miglia dalla costa di un paese ed in una area di mare dove non si pratica la pirateria e hanno aperto il fuoco contro un peschereccio che per sua natura non ha nessuna possibilità di abbordare una petroliera della stazza della Lexie senza venire speronato ed affondato anche senza guardie armate a bordo. Nel criticare l'armatore poi dovremmo considerare in primo luogo che probabilmete se non fossero rientrati con le buone sarebbero stati costretti con le cattive e comunque ha fatto benissimo a non farsi coinvolgere dai misfatti altrui. Critichiamo l'India ma scordiamo che propria la posizione assurda dalle nostre autorità impedisce un leale processo con il risultato che, come sempre in questi casi, saranno rilasciati dopo un detenzione preventiva pari alla pena da scontare. Quanto alla questione delle acque territoriali, se da una nave indonesiana o che so io usassero un nostro peschereccio come bersaglio di una gara di tiro a segno, noi li lasceremmo andare? Sicuramente no, ed è giusto così!