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BANDIERA USA A CUBA/ Ora il Mercato e lo Stato si ricordino della povera gente

Fidel Castro (Infophoto) Fidel Castro (Infophoto)

Un regime che oggi continua  col fratello Raul, in questa strana successione al potere sulla linea familiare che ricorda i regimi aristocratici europei dell'Ottocento, cose che, supponevamo, il marxismo si era preso la briga di rovesciare. Ma tant'è. 

Insomma, tutta questa storia di Stati Uniti e Cuba, compreso l'alzabandiera americano di questi giorni, sarebbe ridicola, se non fosse tragica per il popolo cubano, affamato e immiserito sia dall'embargo che dal regime, così tanto che appena nel passato si apriva qualche spiraglio di una porta, in migliaia si mettevano sui barconi facendo di Miami, in Florida, quello che oggi dall'Africa fanno di Lampedusa. Alcune generazioni di debosciate classi dirigenti americane e cubane hanno giocato ai nemici, azzardando l'incubo di un conflitto nucleare, in nome di che cosa? 

Per fortuna, sia all'inizio della crisi, sia ai nostri giorni, come ha ammesso lo stesso Kerry, la soluzione dello scontro ha avuto come grande suggeritore il Papa, di allora e di oggi: e forse davvero gli atei di stato cubani e i miscredenti di mercato americani farebbero bene a ringraziare quel Dio in cui non credono se la stupida cecità dei loro leader non ha portato a conseguenze così disastrose che la sciocca retorica dello sventolamento di oggi non può certo far dimenticare a nessuno.

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