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RISIKO/ "L'Asia agli asiatici", la nuova teoria anti-Usa che piace alla Cina

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Il vertice ASEAN (InfoPhoto)  Il vertice ASEAN (InfoPhoto)

Insomma, una specie di "l'Asia agli asiatici" che ricorda lo staliniano "l'Europa agli europei", anche allora rivolto agli americani. Un invito in cui è difficile, peraltro, includere una potenza decisamente asiatica come il Giappone, con cui la Cina ha un'altra controversia nel Mar Cinese Orientale, forse ancor più pericolosa. Attorno alle isole in discussione, le Sensaku o Diaoyu, già da alcuni anni si rischiano scontri tra le guardie costiere cinesi e giapponesi e la situazione non è ultimamente migliorata. La Cina sta rafforzando la propria guardia costiera e costruendo basi navali e aeree sul proprio territorio, ma tali da poter intervenire rapidamente nell'area contesa. Recentemente si è aperto un altro contenzioso sullo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi della zona, giacimenti che, per inciso, sono presenti anche nel Mar Cinese Meridionale.

Secondo alcuni analisti, anche le attuali manovre sul cambio del renminbi vanno viste soprattutto in funzione anti giapponese e, in effetti, Tokyo ha reagito immediatamente dicendosi pronta a tutte le misure necessarie a difendere la propria economia, prospettando un nuovo pesante quantitative easing. La pericolosità di questa situazione deriva dal coinvolgimento diretto del più importante alleato del Giappone nella regione, cioè gli Stati Uniti, anche se ciò può apparire un po' paradossale nel settantesimo anniversario di Hiroshima e Nagasaki.

Le tensioni nel Mar Cinese e la caotica e tragica situazione del Medio Oriente dovrebbero suggerire la chiusura di altri fronti, come quello ucraino che, pur cacciato in una sorta di limbo, rimane drammaticamente aperto. L'esito del conflitto ucraino, oltre i quasi 7mila morti, le centinaia di migliaia di profughi e l'economia del Paese sull'orlo del collasso, è stato anche un progressivo, e abbastanza innaturale, riavvicinamento della Russia alla Cina. Cioè l'esatto contrario della politica statunitense degli ultimi decenni, un'inversione di rotta di cui è francamente difficile vedere i vantaggi per gli Usa e per il resto del mondo.

A meno di condividere il titolo di un recente articolo di Sputnik Italia: "Russia e Cina insieme possono cambiare ordine mondiale a propria discrezione: incubo Usa". Direi non solo loro.



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