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DIARIO ARGENTINA/ Le "balle spaziali" sul default del 2001 (e sulla crisi di oggi)

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L'economia, a quelle condizioni, ricomincia a decollare anche perché lo Stato cerca di intervenire per risolvere la situazione rifiutandosi di pagare il debito con le banche internazionali. Contemporaneamente si sviluppa quello che rappresenta ancora uno dei cancri dell'economia argentina: il lavoro nero che tutt'oggi registra nella sola Buenos Aires oltre 3.000 laboratori clandestini.

Un altro passo fondamentale per la rinascita del Paese viene compiuto dal mercato agricolo, dove la soia, elemento primario delle esportazioni, passa da 125 a 300 dollari la tonnellata (arriverà a 500), costituendo un capitale immenso per poter portare il Paese a una situazione di prosperità. Ma arrivano le lezioni del 2003 dove Nestor Kirchner vince con appena il 20% dei voti. Si trova a governare una nazione in pieno decollo economico e nel giro di un decennio sia lui che la moglie Cristina costruiranno, tra le tante favole, quella dei salvatori della Patria, avendo "ereditato un Paese distrutto e fatto risorgere" come dichiara continuamente Cristina.

E così due tra i più fervidi alleati del Governo menemista continuano la sua tradizione: inventarsi un'altra favola (questa volta populista) per poi allontanarsi quando i cocci sono rotti e far gravare su un altro Governo il peso delle crisi per poi ritornare al potere. Almeno fino a quando ci sarà un popolo disposto a credere e a subirne le conseguenze.

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