BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

L'INTERVISTA/ Korsia (gran rabbino di Francia): il realismo di Abramo, l'inganno dei fondamentalisti

La preghiera in una sinagoga La preghiera in una sinagoga

Quello di Papa Francesco è un ottimo Pontificato, perché è incarnato da una personalità molto profonda, corretta e umana. Ma soprattutto Francesco ha una grande capacità di parlare a tutti, anche a chi non condivide tutte le sue idee. Alcuni mesi fa mi sono incontrato con lui, e ho percepito che si poneva al mio stesso livello. In Francia si usa l’espressione “se retirer sur l’Aventin” (simile all’italiano “ritirarsi in Aventino”, ndr) per indicare l’atteggiamento di chi si concepisce fuori dal mondo. Proprio il contrario di Papa Francesco, che invece si pone dentro al mondo.

 

La Francia sembra essere più antisemita oggi rispetto al passato. Perché?

Non è la Francia a essere più antisemita, ma il mondo intero. Anche in Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca e in tutti gli altri Paesi c’è un diffondersi dell’antisemitismo. Una posizione che probabilmente nasce dalla paura e dalla sensazione che il mondo stia cambiando. Anche se resta il fatto che occorre costruire qualcosa di nuovo per combattere la minaccia rappresentata dall’antisemitismo stesso.

 

Per restare in tema di tolleranza e integrazione, che cosa ne pensa delle differenze nei modelli di accoglienza degli immigrati in Francia e Italia?

L’integrazione degli extracomunitari non è un problema francese o italiano, bensì una questione europea, internazionale e soprattutto umana. Se arrivano 20mila immigrati in Grecia, questo è un fatto che non riguarda Atene ma l’intera Europa. Garantire loro un’esistenza dignitosa non è dunque un dovere dei singoli Stati ma dell’Unione Europea e di tutta l’umanità.

 

Ogni Paese europeo ha però un approccio del tutto diverso. Come superare questa situazione?

Occorre un approccio comune a tutti e 28 gli Stati dell’unione Europea. Sarà un processo molto difficile da realizzare, ma troveremo la soluzione.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
20/08/2015 - Le ruspe nella valle del Cremisan (deir zarian)

Il rabbino si è dimenticato che i palestinesi sono palestinesi figli di quella terra? Quale è motivo del confronto con la Siria e Sudan? allude per caso che potrebbero essere uccisi come in Siria e Sudan? E l'emarginazione e l'emigrazione dei cristiani? L'ultimo in ordine di tempo le 58 famiglie di cristiani palestinesi a Beit jalla destinati prima alla disperazione per la demolizione delle loro case e la perdita dei loro terreni coltivati a uliveto e poi l'emigrazione. Grazie a Dio non faranno passare il muro a metà dei conventi salesiani per il momento!